Il futuro della Chiesa, la figura del prossimo Papa e il bilancio del pontificato di Francesco sono stati i temi principali di un’intervista rilasciata dal cardinale Gualtiero Bassetti all’ANSA. In un incontro avvenuto nella sua residenza a Città della Pieve l’ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha riflettuto su alcuni degli aspetti più rilevanti dell’attuale magistero e sulla possibilità di un nuovo Papa italiano, un’eventualità che, secondo lui, appare oggi meno probabile rispetto al passato.
Francesco II: una possibilità remota, ma non impossibile
Quando gli è stato chiesto se sarebbe sorpreso dall’elezione di un Papa con il nome Francesco II, il cardinale Bassetti ha risposto con fermezza: “Non sarei sorpreso”. Dopo il pontificato di Papa Francesco, infatti, ha spiegato, il nome potrebbe essere visto in modo positivo. Tuttavia, ha aggiunto, la vera sfida sarebbe quella di trovare qualcuno che sia disposto a “pronunciare di nuovo quel nome e a impegnarsi come ha fatto lui”, facendo riferimento alla determinazione con cui Papa Francesco ha affrontato le difficoltà durante il suo pontificato.
Bassetti ha sottolineato che il pontificato di Bergoglio è stato caratterizzato da “contrasti, fatiche, critiche”, ma la sua forza, ha osservato, è sempre derivata dalla speranza e dalla fede incrollabile nel Vangelo, che lo ha sostenuto nei momenti più difficili. “Ha dovuto affrontare resistenze profonde per il rinnovamento della Chiesa”, ha aggiunto, riferendosi alle difficoltà che il Papa ha dovuto superare per realizzare i suoi progetti di riforma.
Il profilo del futuro Papa: tra completezza e speranza
Sul futuro della Chiesa e sul possibile successore di Papa Francesco, Bassetti ha preferito non fare nomi, ma ha tracciato un profilo ideale per il nuovo pontefice. Ha dichiarato che, sebbene ci siano figure di valore che potrebbero essere in grado di portare avanti la Chiesa, pochi sono quelli che hanno la “completezza” che ha avuto Francesco. La chiave del futuro, secondo il cardinale, non risiede nelle singole capacità specifiche, ma piuttosto nella “capacità di portare la croce”, di comunicare speranza e di affrontare le difficoltà con determinazione, come ha fatto Bergoglio.
La possibilità di un Papa italiano: un’idea meno concreta
Un altro tema trattato durante l’intervista è stato il ritorno di un Papa italiano. Bassetti ha ricordato con un sorriso che in passato si diceva “romano lo volemo, almeno italiano”. Tuttavia, oggi, la possibilità che il futuro Papa possa essere italiano appare più remota, vista la composizione del collegio cardinalizio, che include esponenti da tutto il mondo. Attualmente, i cardinali italiani sono solo 17, e alcuni di loro sono vicini al limite di età. Bassetti ha scherzato sul fatto che, a 83 anni, ha già superato da tempo il limite di età per poter essere nominato Papa.
Nonostante questa realtà, il cardinale ha precisato che non c’è alcuna discriminazione sull’età del futuro pontefice. “Non ha importanza che sia giovane o anziano”, ha concluso, “è importante che sia giovane dentro”, capace di comprendere le problematiche della Chiesa e di guidarla con saggezza attraverso le sfide del tempo presente, rispettando la tradizione ma adattandosi ai nuovi tempi.
La collegialità e la necessità di una Chiesa universale
Bassetti ha anche posto l’accento sull’importanza della collegialità nella Chiesa, che oggi è estesa a tutti i continenti. “È fondamentale che i cardinali si conoscano tra loro e che parlino tra loro”, ha affermato, sottolineando che il futuro Papa dovrà essere in grado di relazionarsi con i membri del collegio cardinalizio e di comprendere le diverse realtà del mondo. La Chiesa, ha ricordato, è universale e il Papa deve essere in grado di rispondere alle sfide globali, mantenendo l’unità e la solidarietà tra tutte le sue componenti.