Treni, la Cgil: “Basta guerre di campanile. Sindaci uniti sulla Direttissima o si dimettano”

Il sindacato lancia un appello urgente per un fronte comune sul trasporto ferroviario in Umbria e chiede il rispetto dei diritti dei pendolari

La Filt Cgil Umbria si è schierata con forza contro le divisioni politiche che ostacolano il miglioramento del trasporto ferroviario nella regione, soprattutto per quanto riguarda la linea Direttissima che collega Orte-Roma e Arezzo-Firenze. In una dichiarazione decisa, il sindacato ha lanciato un appello ai sindaci dell’Umbria, chiedendo loro di superare le posizioni di parte e di unirsi per tutelare i diritti dei cittadini e dei pendolari. Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil Umbria, ha affermato che è giunto il momento di agire insieme: “Non è più accettabile assistere a banali posizioni di parte. I cittadini hanno bisogno di istituzioni unite.”

La situazione del trasporto ferroviario in Umbria

Zeno ha sottolineato la gravità della situazione, facendo riferimento ai tempi di percorrenza estremamente lunghi tra le principali città umbre e Roma, come Perugia-Roma in 4 ore e Orvieto-Roma in 2 ore e mezza. Secondo il sindacato, queste inefficienze sono il risultato di politiche nazionali fallimentari che stanno danneggiando i pendolari e minacciando la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato Italiane, con effetti devastanti su studenti, lavoratori e pensionati. Il sindacato ha messo in guardia contro l’introduzione di treni di alta velocità solo per i servizi commerciali, mentre i treni dei pendolari sono relegati a una “serie C”.

La richiesta di una quota garantita per gli interregionali

La Filt Cgil Umbria ha avanzato una proposta concreta al Governo, chiedendo che venga garantita una quota proporzionale sugli slot della Direttissima Orte-Roma e Arezzo-Firenze: 60% per i treni ad alta velocità e almeno il 40% per gli interregionali. Queste percentuali dovrebbero essere blindate durante le fasce di punta (dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 20), per garantire che i tempi di percorrenza tornino a livelli accettabili. Secondo Zeno, non è possibile che treni moderni e veloci vengano rallentati burocraticamente solo perché non sono etichettati come alta velocità.

L’invito alla compattezza e alla mobilitazione

Il sindacato ha anche lanciato un appello all’unità tra tutti i territori e i sindaci, chiedendo loro di supportare la Regione Umbria, che sta mostrando un forte impegno a favore del pendolarismo. “Non è il momento delle bandiere di partito, ma della concretezza”, ha dichiarato Zeno, sottolineando l’importanza di un’azione comune per il bene dei cittadini umbri. L’avvertimento è chiaro: se non ci sarà un’azione concreta per tutelare i diritti dei pendolari, la Filt Cgil Umbria sarà pronta a mobilitarsi.

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