I consiglieri comunali di opposizione del Comune di Perugia hanno presentato questa mattina una denuncia pubblica contro l’amministrazione di centrosinistra, accusandola di aver consentito l’affissione di cartelli e la distribuzione di volantini a favore del “No” referendario all’interno degli uffici di Palazzo dei Priori, sede istituzionale del municipio perugino. L’episodio, secondo i firmatari, configurerebbe una violazione delle norme vigenti in materia di comunicazione pubblica durante i periodi elettorali.
La denuncia dei consiglieri di opposizione
Il comunicato, sottoscritto da Nilo Arcudi, Paolo Befani, Chiara Calzoni, Elena Fruganti, Edoardo Gentili, Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli, Augusto Peltristro, Margherita Scoccia, Gianluca Tuteri, Leonardo Varasano e Nicola Volpi, contesta nel merito sia il merito politico sia la legittimità giuridica di quanto accaduto. I dodici esponenti dell’opposizione ritengono che utilizzare gli spazi di un palazzo comunale per veicolare messaggi di parte costituisca una strumentalizzazione delle istituzioni pubbliche.
Nella nota si sottolinea con forza che Palazzo dei Priori non è una sede di partito né un luogo destinato alla raccolta del consenso elettorale, ma una struttura al servizio della cittadinanza nella sua interezza, indipendentemente dall’orientamento politico.
Il quadro normativo: cosa prevede la legge 28/2000
Il documento richiama esplicitamente il quadro normativo di riferimento: l’articolo 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000 n. 28 stabilisce che, a partire dalla convocazione dei comizi elettorali e fino al giorno del voto, le pubbliche amministrazioni non possono svolgere attività di comunicazione istituzionale che non siano impersonali e strettamente connesse all’esercizio delle proprie funzioni. La disposizione mira a garantire la neutralità delle istituzioni nelle fasi più delicate del processo democratico, impedendo che l’apparato pubblico venga piegato a fini propagandistici.
Secondo i firmatari, quanto avvenuto negli uffici comunali perugini contrasterebbe in modo diretto con questa previsione normativa, configurandosi come un utilizzo improprio di una sede pubblica per finalità esplicitamente politiche.
Le richieste dell’opposizione
I consiglieri di centrodestra non si limitano alla contestazione, ma avanzano richieste precise e circostanziate all’amministrazione comunale. In primo luogo, pretendono un chiarimento immediato sulla vicenda, con la spiegazione di chi abbia autorizzato o consentito l’affissione dei materiali. In secondo luogo, chiedono la rimozione di ogni materiale di propaganda politica dagli uffici e dagli spazi di Palazzo dei Priori. Infine, e forse soprattutto, esigono l’accertamento delle responsabilità individuali per quanto accaduto, affinché episodi analoghi non si ripetano.
Nella nota si fa riferimento a un presunto atteggiamento di “doppia morale” da parte della maggioranza, che secondo l’opposizione impartirebbe lezioni di legalità agli avversari politici pur consentendo, nei propri spazi di governo, comportamenti in contrasto con le norme.
Il contesto: il referendum e la campagna in corso
L’episodio si inserisce nel clima di campagna referendaria che caratterizza questo periodo. La presenza di materiali del “No” all’interno di uffici pubblici, se confermata, acuisce le tensioni già esistenti tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale. Il dibattito sulla corretta separazione tra istituzioni e partiti, da sempre al centro del confronto politico italiano, torna così a occupare la scena locale a Perugia, capoluogo dell’Umbria.
Il tono del comunicato lascia intendere che l’opposizione non intenda archiviare la questione senza risposta formale da parte dell’amministrazione. L’accento posto sulla normativa specifica segnala la volontà di mantenere il tema su un piano giuridico oltre che politico.