Commercio al dettaglio: in Umbria flessione del 28,8% dal 2000 al 2024

Quasi tre negozi su dieci sono scomparsi in vent’anni, mentre cresce la grande distribuzione e l’e-commerce

In Umbria, il settore del commercio al dettaglio sta attraversando una profonda trasformazione. Negli ultimi vent’anni, quasi tre negozi su dieci sono scomparsi, con una diminuzione del 28,8% nel numero di esercizi al dettaglio, passando da 14.477 a 10.310 tra il 2000 e il 2024. Questo fenomeno ha colpito in particolare i piccoli negozi e le aree meno forti, anche se a livello nazionale la riduzione si attesta a un -22,1%.

Cause del calo: cambiamento nei modelli di consumo e crescita della grande distribuzione

Il fenomeno non riguarda solo l’Umbria, ma l’intero Paese. Tra i fattori principali alla base di questa riduzione ci sono:

  • Cambiamenti nei modelli di consumo,

  • Crescita della grande distribuzione,

  • Diffusione dell’e-commerce,

  • Concentrazione del mercato in strutture più grandi.

In Umbria, la grande distribuzione organizzata ha visto una crescita significativa, raggiungendo i 606 mila metri quadrati di superficie di vendita e oltre 12.400 addetti, con una crescita della superficie del 135% e degli addetti del 229% tra il 2003 e il 2023. Con 711 metri quadrati di superficie per ogni mille abitanti, l’Umbria si posiziona sopra la media nazionale di 577 metri quadrati.

Riduzione dei negozi di piccola metratura

La diminuzione dei negozi è particolarmente evidente nei punti vendita di piccole dimensioni (fino a 50 mq, con una perdita del 32,5%), e in quelli tra i 51 e i 150 mq, che hanno visto una contrazione del 28,3% tra il 2014 e il 2023. Al contrario, c’è stato un leggero aumento delle superfici medio-grandi, a testimonianza del fatto che l’offerta si sta spostando verso format commerciali più strutturati.

Impatti sul commercio e sull’economia locale

Nel complesso, l’Umbria ha perso quasi duemila esercizi negli ultimi quindici anni, con una flessione del 15,9% tra il 2009 e il 2024, un dato superiore alla media nazionale del -13,4%. A soffrire maggiormente sono stati i settori legati al commercio non specializzato, in particolare quello alimentare. I negozi di prodotti freschi hanno registrato cali significativi, come carni (-30%), frutta e verdura (-9,8%) e panetterie (-10,7%). Tuttavia, alcune nicchie, come i tabacchi (+12,6%) e alcuni settori alimentari, hanno visto una crescita.

Il rischio di desertificazione commerciale

Questa trasformazione sta impattando in modo significativo sulle economie locali, soprattutto nei centri minori, dove la chiusura dei negozi di vicinato sta riducendo l’accessibilità ai servizi essenziali e alimentando il rischio di desertificazione commerciale. In parallelo, la crescita dei supermercati è stata esponenziale: l’Umbria è oggi la regione con la maggiore superficie di vendita per abitante, con 347 metri quadrati per mille residenti.

L’e-commerce in forte crescita

Un altro aspetto fondamentale è l’aumento degli operatori esclusivamente online. Tra il 2009 e il 2024, il numero di esercizi online è aumentato da 108 a 625, con una netta accelerazione dopo la pandemia, segno che sempre più consumatori si rivolgono al commercio elettronico per le loro necessità quotidiane.

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