Anac archivia il procedimento sul palazzetto dello sport di Spoleto

Il Comune ottiene il via libera dall'autorità anticorruzione: le varianti progettuali erano giustificate da eventi sismici imprevisti e da ragioni di sicurezza pubblica

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha archiviato il procedimento di vigilanza avviato nei confronti del Comune di Spoleto in relazione all’appalto integrato per la demolizione e ricostruzione del palazzetto dello Sport di viale Martiri della Resistenza. La decisione, resa nota attraverso una nota dell’amministrazione comunale e riportata dal Messaggero, chiude una vicenda che aveva preso avvio da una segnalazione del nucleo speciale anticorruzione della Guardia di Finanza, il quale aveva ipotizzato possibili criticità nella gestione delle varianti progettuali intervenute nel corso dell’esecuzione dei lavori.

Il procedimento era stato aperto dopo che gli inquirenti avevano evidenziato profili problematici legati alle modifiche apportate al progetto originario durante la fase esecutiva dell’opera pubblica. L’ipotesi investigativa si concentrava sulla regolarità delle varianti, con particolare attenzione a una presunta modifica sostanziale del volume dell’edificio, quantificata nella segnalazione come pari al 300% rispetto al progetto iniziale.

Nel corso dell’istruttoria Anac, il Comune di Spoleto ha prodotto una serie articolata di controdeduzioni e documentazioni tecniche, illustrando il contesto in cui le modifiche progettuali erano state adottate. L’amministrazione ha chiarito come alcune varianti fossero state rese necessarie da circostanze impreviste e non prevedibili all’origine, tra cui la sequenza sismica registrata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 e, in particolare, la riattivazione di una faglia sismica che fino ad allora era considerata quiescente. Quest’ultimo elemento ha imposto un rafforzamento delle misure di sicurezza strutturale dell’edificio e l’adeguamento alla classe d’uso quarto, la più elevata in termini di requisiti antisismici, riservata alle strutture strategiche.

L’Anac ha riconosciuto la fondatezza di queste argomentazioni, stabilendo che le motivazioni legate alla sicurezza pubblica e alla sopravvenienza di eventi non prevedibili sono idonee a ricondurre le modifiche all’interno delle ipotesi consentite dalla normativa sui contratti pubblici. Sul fronte della contestata variazione volumetrica, l’autorità ha inoltre accertato l’infondatezza della segnalazione, rilevando che il dato del 300% derivava da una “lettura disallineata del progetto” e non corrispondeva alla realtà tecnica dell’intervento.

La chiusura del procedimento rappresenta un riconoscimento formale della correttezza dell’operato del Comune nella gestione di un appalto complesso, caratterizzato da condizioni di contorno mutate significativamente rispetto alla fase di progettazione. Il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, ha commentato l’esito con soddisfazione: “La conclusione di questo procedimento conferma la correttezza sostanziale dell’operato dell’amministrazione comunale”. Il primo cittadino ha aggiunto: “Fin dall’inizio abbiamo affrontato questa vicenda con la massima trasparenza e con la piena collaborazione con le autorità competenti”, ringraziando la struttura tecnica e amministrativa e l’assessora Manuela Albertella per le scelte adottate, definite guidate “esclusivamente dalla tutela della sicurezza dei cittadini e dalla volontà di realizzare un’opera pubblica strategica per la città”.

Con la questione amministrativa chiusa, l’attenzione si sposta ora sul completamento dell’opera e sulla riqualificazione del Parco Chico Mendes, area verde adiacente al cantiere che rientra nel progetto complessivo di rigenerazione urbana dell’area. Il palazzetto dello Sport di Spoleto rappresenta un intervento di rilievo per il tessuto infrastrutturale della città, il cui iter ha dovuto fare i conti con le peculiari condizioni geologiche e sismiche del territorio umbro.

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