Umbria tra le regioni più economiche per il prezzo di benzina e diesel

La regione si conferma tra le regioni più economiche d'Italia per il rifornimento, ma l'Unione Nazionale Consumatori chiede un intervento del governo per abbassare le accise sui carburanti

L’Umbria si conferma una delle regioni più economiche d’Italia per il prezzo medio di benzina e diesel, secondo i dati recenti elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori. La classifica, che riguarda i rifornimenti self-service, evidenzia come la regione sia tra le più vantaggiose per chi deve fare il pieno, sebbene l’associazione abbia sottolineato la necessità di un intervento immediato del governo per ridurre le accise.

Benzina e diesel in Umbria: i dati più recenti

Secondo il monitoraggio aggiornato al 13 marzo 2026, in Umbria il rifornimento self di gasolio costa mediamente 2,031 euro al litro, posizionando la regione tra le più economiche, subito dopo Abruzzo, Sardegna e Marche. Al contrario, le regioni dove il gasolio risulta più caro sono Bolzano (2,081 euro), Friuli Venezia Giulia (2,069 euro) e Trento (2,064 euro). A livello autostradale, il prezzo del diesel sfiora ormai i 2,10 euro al litro, segnando un incremento notevole rispetto ai distributori tradizionali.

Per quanto riguarda la benzina, l’Umbria si colloca al terzo posto delle regioni con il prezzo più basso, con un costo medio di 1,807 euro al litro, dopo Lazio (1,806) e Marche (1,802). Le regioni con i prezzi più alti per la benzina verde sono invece Bolzano (1,866 euro), Calabria (1,851 euro) e Basilicata (1,850 euro), mentre sulle autostrade il costo della benzina ha superato la soglia dei 1,90 euro al litro.

Critiche sulle accise e l’escalation dei prezzi

L’Unione Nazionale Consumatori, attraverso il suo presidente Massimiliano Dona, ha criticato l’atteggiamento del governo nazionale, evidenziando come l’esecutivo avrebbe dovuto ridurre le accise sui carburanti già da tempo, senza attendere ulteriori accertamenti sulla maggiore IVA incassata. Dona ha sottolineato che l’escalation dei prezzi non si limita ai carburanti ma sta già influenzando i prodotti ortofrutticoli, in particolare quelli provenienti dalla Sicilia, con aumenti talmente elevati da spingere l’associazione a presentare un esposto all’Antitrust.

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