È stato individuato un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1) in un allevamento di fagiani in Umbria, come confermato dagli accertamenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. L’individuazione del virus rientra in un quadro nazionale dove si segnalano episodi simili in diverse regioni italiane.
Misure di sicurezza attivate
In seguito alla scoperta, le autorità sanitarie veterinarie regionali e della ASL 1 hanno avviato tutte le misure di sicurezza previste dalle normative nazionali ed europee per la gestione dell’influenza aviaria. Le misure includono il rafforzamento delle pratiche di biosicurezza all’interno dell’allevamento interessato, la gestione controllata degli animali infetti, e la sanificazione delle strutture. È stata inoltre avviata una sorveglianza epidemiologica nell’area circostante per monitorare l’eventuale diffusione del virus.
Rischio per la popolazione: molto basso
Le autorità sanitarie rassicurano la popolazione, sottolineando che il rischio per le persone è molto basso. Il pericolo maggiore è legato a contatti diretti e prolungati con animali infetti, ma il sistema di monitoraggio e sorveglianza in atto permette di intervenire tempestivamente per limitare il rischio.
Indagini in corso
L’Istituto Zooprofilattico è attivamente coinvolto anche nell’indagine epidemiologica per tracciare l’origine del virus e verificare se ci siano collegamenti con la fauna selvatica o con altri allevamenti. Questo passo è fondamentale per garantire la tutela del patrimonio avicolo e prevenire una possibile diffusione del virus.
Raccomandazioni agli allevatori
Le autorità sanitarie regionali invitano gli allevatori e i detentori di volatili a mantenere alta l’attenzione e a seguire rigorosamente le misure di biosicurezza previste. È fondamentale che segnalino tempestivamente qualsiasi anomalia o situazione sospetta tra gli animali agli uffici veterinari.