Nel 2025, sono stati ben 281 gli operatori sanitari aggrediti, sia fisicamente che verbalmente, in Umbria, un dato che segna un preoccupante incremento rispetto al 2024 e agli anni precedenti. Questo dato è stato reso noto dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante il convegno “Curare senza Paura”, organizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), dall’Ordine dei Medici di Perugia e dalla Regione Umbria, in collaborazione con la Fondazione Onaosi. L’evento si è svolto in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Un dato allarmante
Dei 281 aggrediti, 57 hanno subito aggressioni fisiche, con un aumento del 33% rispetto all’anno precedente, e un incremento del 40% negli ultimi tre anni. È particolarmente preoccupante che il 66,2% delle vittime di aggressione siano donne, una tendenza che mette in luce la gravità del fenomeno.
La risposta della Regione Umbria
Nel suo intervento, Stefania Proietti ha sottolineato la gratitudine della Regione Umbria verso tutti i professionisti del servizio sanitario regionale, che ogni giorno lavorano con competenza e dedizione per prendersi cura dei cittadini, spesso in condizioni difficili. La presidente ha dichiarato: “Non possiamo accettare che chi cura debba avere paura di andare al lavoro.” Ha poi ribadito l’importanza di segnalare ogni episodio di aggressione, anche attraverso i sistemi di report aziendali, definendo questa azione come un “atto di responsabilità collettiva”. Secondo Proietti, questo aiuterà a conoscere meglio il fenomeno e a rispondere con misure concrete.
La presidente ha anche confermato l’impegno della Regione a rafforzare la prevenzione, la formazione e le misure di sicurezza, con proposte che saranno integrate nel nuovo Piano sociosanitario regionale. “Proteggere chi cura è un dovere morale prima ancora che istituzionale,” ha concluso Proietti.
Intervento della Direttrice Salute e Welfare
Anche Daniela Donetti, direttrice regionale per Salute e Welfare, ha preso la parola all’apertura del convegno, definendo la giornata come una delle più significative in materia di sicurezza delle cure. Donetti ha spiegato che il monitoraggio delle aggressioni non deve essere un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento per la programmazione delle politiche di sicurezza. “Il fenomeno richiede risposte strutturali”, ha dichiarato, aggiungendo che la Regione sta lavorando per formare maggiormente gli operatori, rendere gli ambienti di lavoro più sicuri e adottare procedure condivise per proteggere chi lavora nella sanità.