Dal 2012, Perugia e Terni hanno visto la perdita di 675 attività commerciali, un dato allarmante che emerge dal rapporto “Città e demografia d’impresa” pubblicato oggi, 12 marzo, dall’Ufficio Studi Confcommercio. Questo studio analizza 122 Comuni italiani, tra cui le due città umbre, e rivela un panorama preoccupante per i centri storici, che continuano a soffrire la crisi economica. Tuttavia, c’è anche qualche segnale positivo, soprattutto per alberghi, bar e ristoranti, con una modesta ripresa registrata negli ultimi anni.
La situazione del commercio a Perugia e Terni
A Perugia, tra il 2012 e il 2025, le attività commerciali nel centro storico sono diminuite del 34%, passando da 349 a 230, mentre nel resto della città la flessione è stata del 20%, con i negozi passati da 1.252 a 996. A Terni, la situazione è simile: nel centro storico le attività sono scese del 25% (da 388 a 291), mentre fuori dal centro la diminuzione è stata del 21,5% (da 945 a 742).
Crescita per alberghi, bar e ristoranti
Nonostante il calo nelle attività commerciali, alberghi, bar e ristoranti hanno registrato una crescita. A Perugia, nel centro storico, il numero di queste attività è aumentato del 15%, passando da 217 a 249. Nel resto della città, l’incremento è stato del 5,1%. A Terni, sebbene i dati siano meno dettagliati, Confcommercio segnala una crescita moderata in questo settore, con un aumento delle attività sia nel centro storico (+5,1%) che fuori dal centro (+1,6%).
Segnali di ripresa e le sfide future
Nonostante i dati preoccupanti, ci sono segnali di ripresa isolati. A Perugia, nel centro storico, il saldo tra aperture e chiusure è positivo, con un incremento dell’1,3% nel biennio 2024-2025 (da 227 a 230 negozi). Tuttavia, nel resto della città, la crisi persiste, con la perdita di 39 attività, portando il totale da 1.035 a 996. A Terni, invece, la crisi non accenna a fermarsi: nel centro storico sono stati persi altri 12 negozi, con una flessione del 4%, e fuori dal centro sono stati persi 23 negozi, con una diminuzione del 3%.
Le proposte di Confcommercio
Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, ha lanciato un monito: “Avanti così non si può più andare”, sottolineando che i centri storici stanno cambiando rapidamente. Da un lato diminuiscono i negozi che servono i residenti, dall’altro crescono le attività legate al turismo. Mencaroni ha avvertito che senza politiche mirate, le città rischiano di diventare “belle ma prive di anima”.
In questo contesto, Confcommercio sta lavorando su due fronti: la definizione del Testo unico del commercio regionale e lo sviluppo dei Distretti del commercio, che potrebbero diventare strumenti chiave per la rigenerazione urbana e il sostegno al commercio di vicinato. Inoltre, con il progetto Cities, l’associazione sta raccogliendo e analizzando i dati sui flussi di visitatori per progettare politiche più efficaci per imprese, amministrazioni e cittadini.