Truffa delle maghe, chiusa l’indagine: dodici persone accusate di associazione a delinquere

Le nuove indagini hanno portato alla scoperta di ulteriori vittime, che avevano versato centinaia di migliaia di euro per rituali magici

Si è conclusa l’inchiesta sulla truffa delle maghe, che ha visto coinvolte dodici persone accusate di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata a truffare le vittime attraverso la cartomanzia. La procura di Perugia ha recentemente notificato l’avviso di conclusione delle indagini, che ha rivelato nuovi episodi di raggiro, portando l’accusa a contestare ulteriori reati.

L’indagine, coordinata dalla pm Gemma Miliani, aveva già condotto a quattro ordinanze di custodia cautelare e un sequestro di 5,5 milioni di euro. Le indagini, svolte dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Perugia, hanno fatto emergere che le dodici persone accusate avrebbero indotto le vittime a credere che gravi pericoli gravassero su di loro, convincendole che tali pericoli potessero essere allontanati solo con rituali magici. Le vittime, spesso ignare della vera identità dei sedicenti cartomanti, hanno versato enormi somme di denaro per questi rituali, che variavano da 25.000 a oltre 200.000 euro.

Secondo l’accusa, i truffatori avevano costruito una rete di falsi cartomanti, tutti con nomi d’arte come Ambra, Cristina, Cristal, Asia, Ginevra, Sharon e Zeus. Questi individui proponevano alle vittime situazioni di malocchio, energia negativa o blocchi che impedivano il raggiungimento dei loro sogni e desideri. Ogni “problematica” aveva una soluzione ben definita, che prevedeva rituali costosi e la promessa di purificazione attraverso oggetti come candele del destino o viaggi esotici in Africa per praticare riti con altre “maghe locali”.

In una delle testimonianze, una delle vittime ha raccontato di aver pagato migliaia di euro per finanziare il viaggio di una cartomante chiamata Ginevra, che le aveva promesso di pregare in un luogo specifico insieme a due altre cartomanti per rimuovere blocchi invisibili attraverso un rituale che prevedeva l’uso di ampolle sepolte.

Le indagini hanno anche rivelato un modus operandi ben definito, con le truffatrici che utilizzavano il telefono e WhatsApp per mantenere un contatto costante con le vittime, alimentando la convinzione che fossero esposti a pericoli invisibili. Le intercettazioni telefoniche hanno inoltre svelato le strategie utilizzate per convincere i clienti a versare ingenti somme di denaro, come nel caso di un’offerta di 4.700 euro per “proteggere” una relazione da un presunto influsso negativo, con la promessa che il prezzo sarebbe salito a 12.000 euro se non fosse stato effettuato il pagamento.

Gli indagati, assistiti dagli avvocati Francesco Falcinelli, Franco Libori, Antonio Cozza, Diego Ruggeri e Simone Costanzi, ora potranno chiedere un interrogatorio prima della richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...
Perquisizione dei Carabinieri: monete, lucerne e oggetti antichi recuperati, indagato un uomo di Monte Santa...
I Carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino di 56 anni accusato di atti persecutori nei...

Altre notizie