Un’incredibile marea gialla di duemila agricoltori ha invaso le strade di Perugia, con una manifestazione organizzata da Coldiretti Umbria. Il corteo, che ha visto la partecipazione di ben diciassette trattori, è partito alle 10:00 da Piazza Partigiani e ha attraversato le vie principali della città, passando da Largo Cacciatori delle Alpi, Viale Indipendenza e concludendosi in Piazza Italia, di fronte a Palazzo Donini, sede della Regione Umbria.
In testa al corteo, a guidare il gruppo, c’era il pick-up presidiato dai dirigenti di Coldiretti Umbria, seguito da migliaia di manifestanti con stendardi gialli, bandiere, striscioni e cartelli. Durante il tragitto, gli agricoltori hanno intonato cori e slogan per chiedere azioni concrete per il settore. Tra i più sentiti: “Difendiamo il reddito degli agricoltori”, “Più trasparenza in etichetta” e “Più prodotti umbri nelle mense pubbliche”.
La mobilitazione aveva come principale obiettivo quello di sensibilizzare le istituzioni riguardo alcune problematiche fondamentali per il settore agricolo. Coldiretti Umbria ha sottolineato la necessità di una semplificazione amministrativa, con procedure più snelle, tempi certi nei pagamenti e l’attivazione di strumenti operativi per ridurre i ritardi che oggi impediscono gli investimenti e bloccano la liquidità aziendale. La crisi delle principali filiere regionali è un’altra questione di grande preoccupazione, con gli agricoltori che lamentano prezzi all’origine insoddisfacenti per prodotti come cereali, zootecnia, olio e vino. Una distribuzione del valore troppo sbilanciata, che non permette agli agricoltori di coprire nemmeno i costi di produzione.

Le problematiche più urgenti evidenziate nella protesta riguardano anche la gestione della fauna selvatica, con la necessità di misure più efficaci per contenere il danno che gli animali causano alle colture, e le risorse irrigue, visto il crescente problema della scarsità d’acqua nelle zone agricole. Non meno rilevanti sono le criticità relative al gasolio agricolo, all’accesso al credito per gli agricoltori e alla gestione delle zone vulnerabili ai nitrati. Inoltre, gli agricoltori si sono opposti al declassamento delle aree montane, che metterebbe in difficoltà ulteriormente le aziende agricole di quelle zone.