Il Piano casa del governo italiano, atteso per il prossimo Consiglio dei ministri del 6 marzo, dovrebbe essere una manovra da 950 milioni di euro, con un’attenzione particolare alla ristrutturazione dell’edilizia residenziale pubblica, ovvero le case popolari. Questo intervento ha l’obiettivo di rimettere in sesto il patrimonio edilizio esistente, puntando a recuperare gli alloggi dismessi o inutilizzati. Tuttavia, resta da definire come si inseriranno i fondi privati per la costruzione di nuovi edifici, destinati a chi non è abbastanza povero da accedere alle case popolari ma comunque non può permettersi il mercato immobiliare libero.
L’Umbria e il Piano Casa: un bisogno di 38 milioni
In Umbria, la situazione delle case popolari necessita di interventi urgenti. Durante una seduta della Terza commissione del consiglio regionale, sono emersi i dati relativi agli alloggi sociali presenti nella regione: 9.677 case di proprietà di Ater (75%) e dei Comuni (25%). Di queste, oltre 8.000 sono locati, ma a preoccupare maggiormente sono le 1.391 case che non sono locabili a causa della necessità di ristrutturazione. Di queste, circa 120 sono in fase di ripristino o in progettazione.
Secondo il presidente di Ater Federico Santi, circa 1.270 alloggi sono vuoti e non assegnabili, con una stima di 30.000 euro per ciascun intervento di ristrutturazione. Pertanto, l’Umbria avrebbe bisogno di circa 38 milioni di euro per completare il ripristino di questi alloggi. Una cifra che potrebbe essere parzialmente coperta dai fondi del Piano casa previsto dal governo, che mira a rilanciare l’edilizia residenziale pubblica.
Differenze con il piano nazionale
Il Piano Casa nazionale prevede che Invitalia si occupi della gestione dei fondi, distribuendo i contributi alle aziende di case popolari delle varie Regioni. Tuttavia, le stime governative per il ripristino degli alloggi inutilizzati sono inferiori rispetto a quelle umbre: il costo medio di intervento su un alloggio è di circa 20.000 euro a livello nazionale, che corrisponde a un terzo in meno rispetto alla stima umbra. Questo potrebbe essere dovuto alle differenze nei costi locali e nelle condizioni degli edifici.