Nella serata di ieri, nelle aree dell’Ospedale di Perugia, è scattato un servizio interforze di controllo del territorio dopo segnalazioni mirate e nell’ambito del potenziamento delle attività di vigilanza: l’operazione ha coinvolto Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza e si è conclusa con il deferimento all’Autorità giudiziaria di un uomo trovato in violazione di un provvedimento di Daspo urbano. L’intervento è stato disposto per contrastare una situazione ritenuta critica, legata a bivacchi e stazionamenti abusivi all’interno degli spazi sanitari, con conseguenti disagi per utenti e personale.
Le attività di controllo sono state concentrate nelle aree comuni e nei punti in cui, secondo quanto emerso dalle segnalazioni, si sarebbe registrata una presenza sistematica di occupazioni improprie. Il quadro che ha motivato l’operazione, come riportato, riguardava fenomeni di degrado collegati a soste prolungate e bivacchi nei locali dell’ospedale, ritenuti capaci di ostacolare la piena fruizione dei servizi da parte dei cittadini e di alimentare un diffuso senso di insicurezza in un contesto destinato alla cura e alla tutela della salute pubblica.
Sul fronte dei risultati operativi, gli agenti e i militari impiegati hanno proceduto all’identificazione di 16 soggetti stranieri, indicati come regolari sul territorio nazionale e con precedenti di polizia. Nell’ambito degli accertamenti, la Polizia di Stato ha inoltre notificato 15 ordini di allontanamento nei confronti di altrettante persone rintracciate nelle aree comuni della struttura.
Durante il servizio è stato individuato anche un uomo che, secondo quanto comunicato, era già destinatario di un provvedimento di DACUR (divieto di accesso alle aree urbane). L’uomo è stato sorpreso nuovamente all’interno del perimetro ospedaliero e, proprio per la presunta violazione della misura restrittiva, è stato deferito all’Autorità giudiziaria. L’inosservanza del provvedimento è stata contestata perché l’interessato risultava già colpito da un precedente divieto e sarebbe stato trovato nuovamente nello stesso luogo, nonostante le limitazioni imposte.
Accanto alla componente di contrasto all’illegalità, l’operazione ha previsto anche un intervento di supporto sociale. Nel corso dell’attività è stata infatti evidenziata la collaborazione del P.I.S. (Pronto Intervento Sociale), i cui operatori hanno affiancato le forze dell’ordine per valutare le singole situazioni di marginalità riscontrate. L’azione del P.I.S. si è concentrata sull’individuazione di soluzioni per le persone considerate idonee a percorsi di assistenza, con la proposta di alternative alloggiative e l’orientamento verso strutture di accoglienza cittadine.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento congiunto è stato quindi duplice: da un lato ripristinare condizioni di legalità e decoro all’interno e nelle immediate pertinenze dell’area ospedaliera, dall’altro coniugare il controllo del territorio con un approccio umanitario nei confronti dei soggetti in reale stato di necessità. Il supporto sociale, secondo quanto riferito, ha mirato a evitare che l’allontanamento si traducesse in un semplice spostamento del problema, favorendo invece l’aggancio a servizi e percorsi di presa in carico.