Banditi in fuga tra Marche e Umbria: l’arrestato non risponde e i complici non si trovano

Un 39enne cileno è stato arrestato dopo l'inseguimento tra le Marche e l'Umbria, ma i complici sono ancora in fuga

È stato arrestato il 39enne cileno accusato di rapina impropria aggravata dall’uso del coltello, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma resta in fuga la banda che ha messo a segno un colpo tra Matelica e Serravalle (provincia di Macerata). L’inseguimento, iniziato dopo un furto in un’abitazione, si è concluso a Eggi di Spoleto con un incidente che ha coinvolto l’auto dei banditi, una gazzella dell’Arma e un’Audi. Il bandito arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida dell’arresto, ma il suo silenzio ha complicato le indagini per identificare i complici.

Il furto e la rapina

Lunedì sera, la banda composta da due o tre uomini, ha rubato circa 2.000 euro di monili in oro da un’abitazione a Serravalle, ma il furto si è trasformato in rapina quando uno dei malviventi ha estratto un coltello per guadagnarsi la fuga dopo il ritorno del proprietario dell’abitazione. Nonostante l’allarme lanciato dalla vittima, la banda ha tentato la fuga a bordo di una Renault Clio noleggiata, ma i carabinieri della Compagnia di Camerino hanno intercettato l’auto.

L’inseguimento e l’incidente

Dopo aver ignorato l’alt dei carabinieri, i banditi sono stati inseguiti fino a Spoleto, dove l’inseguimento si è concluso con un incidente. L’auto dei malviventi è entrata in collisione con una gazzella dell’Arma e un’Audi su cui viaggiava una donna estranea ai fatti. Il 39enne è stato arrestato subito dopo l’incidente, mentre gli altri due o tre membri della banda sono riusciti a scappare tra i campi lungo la Flaminia.

La fuga dei complici

Le ricerche dei complici, effettuate per tutta la giornata di martedì, non hanno avuto successo. Si sospetta che i malviventi, fuggiti dopo l’incidente, siano riusciti a chiedere aiuto a un complice, il quale potrebbe averli portati via dalla zona con un veicolo “pulito”. Nonostante le operazioni di ricerca, le possibilità di catturare i fuggitivi sono sempre più ridotte.

Le indagini e il futuro del caso

Il 39enne cileno arrestato, pur essendo senza fissa dimora, è accusato di rapina, resistenza alle forze dell’ordine e lesioni. La sua posizione è ancora sotto esame, e la Procura di Spoleto ha chiesto il suo trasferimento in carcere. Il suo silenzio durante l’udienza complica ulteriormente le indagini per identificare gli altri componenti della banda, e la polizia sta ancora cercando di ricostruire i dettagli di quanto accaduto dopo l’incidente, nella speranza di poter rintracciare i fuggitivi.

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