Le dimissioni del direttore regionale Gianluca Paggi, presentate a poco più di un anno dal suo insediamento in Umbria, aprono un caso politico a Palazzo Donini. L’uscita del dirigente, figura apicale con deleghe su governo del territorio, ambiente, protezione civile, riqualificazione urbana e coordinamento del Pnrr, è stata commentata duramente dai consiglieri regionali di opposizione, che parlano di un “fatto politico grave” e sollecitano chiarimenti alla presidente Stefania Proietti.
A intervenire, attraverso una nota diffusa dalla Regione, sono stati Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria Civica). Secondo i firmatari, l’addio di Paggi “rappresenta un fatto politico grave che non può essere archiviato come una semplice vicenda interna agli uffici”.
I consiglieri di minoranza sottolineano come, a distanza di un solo anno dall’arrivo del dirigente, la maggioranza di sinistra perda una figura ritenuta strategica per la gestione di settori chiave dell’amministrazione regionale. Tra le competenze attribuite a Paggi figurano ambiti considerati centrali per l’azione di governo, come la pianificazione territoriale e ambientale e l’attuazione dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“È legittimo domandarsi – sottolineano i consiglieri di minoranza – se dietro questa scelta non vi sia un clima organizzativo confusionario, caratterizzato da rapporti complicati tra parte politica e struttura tecnica. Ci chiediamo se si tratti di contrasti con l’assessore di riferimento Thomas De Luca o magari direttamente con la presidente Stefania Proietti. La sensazione è che la Giunta stia dimostrando un preoccupante dilettantismo nella gestione del personale e degli uffici regionali”.
Nel mirino dell’opposizione finisce anche la gestione complessiva della macchina amministrativa. “La concentrazione delle decisioni in capo alla presidente, invece di rafforzare l’efficienza, rischia di generare tensioni e disorientamento, indebolendo quella collaborazione tra indirizzo politico e competenza tecnica che è fondamentale per governare”, affermano ancora i consiglieri.
Particolare attenzione viene posta sulla tenuta dei programmi finanziati con il Pnrr. Secondo l’opposizione, eventuali rallentamenti nelle procedure, nelle autorizzazioni o nell’attuazione dei progetti potrebbero tradursi in ritardi nell’utilizzo delle risorse, con conseguenze dirette su cittadini, imprese ed enti locali. Un tema che assume rilievo alla luce delle scadenze e degli obiettivi imposti a livello nazionale ed europeo.
“Dopo poco più di dodici mesi di mandato, la maggioranza di sinistra – spiegano i consiglieri di opposizione – perde un punto di riferimento nella struttura regionale e dimostra di non essere in grado di creare un clima stabile e produttivo all’interno dell’amministrazione. Governare significa saper guidare e motivare la macchina pubblica, non metterla in difficoltà con scelte improvvisate o con dinamiche interne poco trasparenti. E, a quanto ci risulta, quello di Paggi potrebbe essere soltanto il primo di una lunga serie di addii eccellenti. L’Umbria non può permettersi instabilità proprio nei settori più delicati e strategici”.
In chiusura, l’appello diretto alla presidente della Regione: “La presidente Proietti – concludono – chiarisca immediatamente le ragioni di questa uscita e spieghi quali garanzie intenda offrire per assicurare la piena operatività della macchina”.
Al momento non risultano ulteriori comunicazioni ufficiali sulle motivazioni che hanno portato alle dimissioni del direttore regionale. La vicenda si inserisce nel dibattito politico regionale, con l’opposizione che chiede trasparenza e stabilità nella gestione dei settori ritenuti strategici per lo sviluppo dell’Umbria.