Free Word: al via progetto inclusione e lavoro per persone con disabilità (VIDEO)

Un progetto sostenuto da Fondazione Intesa San Paolo trasforma parole in oggetti artigianali per costruire autonomia e protagonismo

Il 23 febbraio, nella sede della cooperativa Re.Leg.Art. a Perugia, è stato ufficialmente presentato FREE WORD – Parole libere che rendono liberi, un progetto dedicato all’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità. L’iniziativa, finanziata dalla Fondazione Intesa San Paolo con il Comune di Perugia come partner istituzionale, si svilupperà nell’arco di dodici mesi e proseguirà fino al 30 novembre 2026. Il programma coinvolgerà direttamente 10 beneficiari, impegnati in laboratori multidisciplinari finalizzati a sviluppare competenze relazionali, creative e manuali. La cooperativa perugina, attiva da quasi 45 anni nel settore della coesione sociale, ha ideato il progetto partendo da un presupposto preciso: l’inclusione autentica non può ridursi all’assistenza, ma deve poggiare sul riconoscimento delle capacità individuali e sulla costruzione di un progetto di vita dignitoso.

Tre laboratori, un percorso di crescita

Il cuore operativo di Free Word si articola in tre laboratori distinti. Il primo è un laboratorio artigianale, ospitato direttamente nella sede di Re.Leg.Art.; il secondo è un laboratorio di arteterapia, anch’esso svolto in cooperativa; il terzo è un laboratorio di psicomotricità, che si terrà in una palestra messa a disposizione dal Comune di Perugia. I tre percorsi convergono verso un obiettivo comune: permettere a ciascun partecipante di individuare una parola significativa, personale e simbolica, che verrà successivamente ricamata o impressa su oggetti artigianali unici — quaderni, album, pochette e segnalibri — destinati alla vendita nella bottega della cooperativa.

«Nel titolo c’è descritto proprio il percorso che andremo a fare», ha spiegato Loredana Zamponi, vicepresidente di Re.Leg.Art. «Tutti abbiamo diritto di esprimerci, anche se in diversi modi. E queste parole che usciranno da questo percorso verranno impresse, ricamate su nostri oggetti che poi andranno venduti nella nostra bottega».

Le attività laboratoriali saranno coordinate dalle docenti specializzate Silvia Macchioni (arteterapia) e  Federica Mazzeschi (psicomotricità), presenti alla presentazione insieme alla presidente di Re.Leg.Art. Silvia Romaniello e alle famiglie dei beneficiari.

Il valore del lavoro come strumento di emancipazione

Uno degli elementi centrali del progetto è il riconoscimento del lavoro come fattore identitario e sociale. Andrea Bernardoni di Legacoop Umbria ha sottolineato come la partecipazione attiva a un percorso lavorativo strutturato restituisca diritti e protagonismo, specialmente alle persone con fragilità: «Partecipare a un laboratorio, alzarsi tutte le mattine, prendere il pullman e andare al lavoro è un elemento fondamentale per tutti, ma lo è ancor di più per loro, perché restituisce diritti, permette di socializzare e di incominciare ad avere una vita autonoma».

Questo approccio richiama direttamente il primo articolo della Costituzione italiana, citato esplicitamente dalla Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, che ha confermato il pieno sostegno della Regione all’iniziativa: «La Regione Umbria è e sarà sempre al fianco di iniziative come queste, di cooperative sociali come queste».

Il ruolo degli enti locali e la logica della rete

Alla presentazione era presente anche Andrea Stafisso, assessore del Comune di Perugia con delega allo sviluppo economico, che ha ribadito come gli enti locali rappresentino il punto di contatto più diretto tra istituzioni e cittadinanza. «È solo in questo modo, cioè facendo squadra, che riusciamo a raggiungere degli obiettivi importanti come quello dell’emancipazione, dell’inclusione e anche dello sviluppo», ha dichiarato Stafisso, sottolineando la necessità di «andare oltre la logica dell’assistenzialismo» per puntare sullo sviluppo delle capacità individuali.

La collaborazione tra un soggetto del terzo settore come Re.Leg.Art., un istituto bancario con vocazione filantropica come la Fondazione Intesa San Paolo e un’amministrazione comunale configura un modello di welfare comunitario in cui risorse pubbliche e private convergono su obiettivi condivisi di inclusione.

Free Word come modello replicabile

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulle politiche di inclusione per persone con disabilità in Italia, dove la semplice assistenza viene progressivamente affiancata — o sostituita — da percorsi di empowerment individuale. La scelta di tradurre le esperienze laboratoriali in prodotti artigianali commercializzabili conferisce al progetto una dimensione economica concreta, capace di generare valore sia per i beneficiari sia per la comunità.

Con Free Word, Re.Leg.Art. consolida una visione dell’inclusione fondata sul protagonismo delle persone con disabilità, sulla valorizzazione delle loro competenze e sulla centralità del lavoro come strumento di partecipazione civile e sociale.

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