Vendita online di presunte reliquie di San Francesco: tra devozione e mercificazione

Mentre l'ostensione delle spoglie di San Francesco attira milioni di pellegrini, sul web tornano gli annunci di vendita di reliquie attribuite al santo, suscitando dubbi sull'autenticità e la liceità

In questi giorni, San Francesco d’Assisi è al centro dell’attenzione mondiale grazie all’ostensione delle sue spoglie mortali nella Basilica di San Francesco. Per un mese, la chiesa inferiore della Basilica ospiterà i resti del santo fondatore dell’Ordine dei Frati Minori, che attirano centinaia di migliaia di pellegrini in cerca di un momento di preghiera e devozione. Questo evento, che rappresenta un ritorno alle radici del francescanesimo, si contrappone però a una realtà ben più commerciale che si sta sviluppando parallelamente sul web: la vendita di presunte reliquie di San Francesco.

La logica del mercato contro la sacralità

Come riporta il Corriere dell’Umbria, mentre i fedeli si riuniscono in un’atmosfera di silenzio e meditazione, il mercato delle reliquie online sembra seguire un percorso opposto, legato alla logica dell’asta, del prezzo e della trattativa privata. Gli annunci per frammenti ossei, tessuti o oggetti dichiarati “di contatto” con il santo, molti dei quali corredati da certificati di autenticità o fotografie di sigilli in ceralacca, sono comparsi nuovamente sui principali siti di vendita online, come eBay.

Il caso delle reliquie su eBay

Alcuni degli annunci più controversi sono comparsi su eBay: una reliquia di San Francesco viene venduta per 165,48 euro, descritta come “ufficiale” e sigillata in ceralacca rossa con uno stemma vescovile a certificare l’autenticità. Un altro venditore propone una reliquia simile con un prezzo fisso di 1.103 euro. In totale, cercando “reliquia San Francesco di Assisi” su eBay, ieri si contavano ben 41 annunci, e se la ricerca veniva estesa agli oggetti relativi al santo, il numero saliva a 2.900. Tra questi, una statua in legno veniva proposta al prezzo di 6.450 euro.

Il problema dell’autenticità e della legalità

La questione centrale che emerge riguarda la verificabilità e la liceità della vendita di tali oggetti. Secondo la prassi, un’autentica reliquia dovrebbe essere accompagnata da un certificato rilasciato da un’autorità competente, come la postulazione del santo, una diocesi o l’ordine religioso di appartenenza. Inoltre, le reliquie devono essere sigillate in modo da garantirne l’integrità. Senza questi documenti, è impossibile certificare l’autenticità di frammenti che potrebbero non provenire mai dal corpo di San Francesco.

Nel caso di un santo venerato da secoli come Francesco, morto nel 1226, la prudenza è ancora più necessaria. Le sue spoglie sono custodite con la massima attenzione, e la dispersione di frammenti corporei non è una prassi ordinaria né accettabile. Questo solleva serissimi interrogativi sul valore reale delle presunte reliquie in vendita, che potrebbero rivelarsi più commerciali che spirituali.

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