Ostensione spoglie francescane: oltre 300.000 prenotati per le visite, ad Assisi attesi 450.000 pellegrini

Ad Assisi inizia un mese storico: 450mila pellegrini attesi per venerare i resti del patrono d'Italia nella Basilica inferiore, con prenotazione obbligatoria e maxi-dispositivo di sicurezza regionale

Le reliquie mortali di San Francesco d’Assisi sono state esposte per la prima volta nella storia alla pubblica venerazione, a partire da oggi, nella Chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. L’evento segue la solenne celebrazione della traslazione del corpo del Poverello svoltasi sabato 21 febbraio nel pomeriggio, presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, alla presenza di circa trecento frati. La funzione, con la recita dei vespri, è stata trasmessa in diretta su Rai1 all’interno del programma A sua Immagine.

Si tratta di un unicum assoluto nella storia della Chiesa: il precedente più recente, datato 2015, si era limitato a una ricognizione riservata dei resti, inaccessibile ai fedeli. Questa volta l’apertura è pubblica, su prenotazione obbligatoria, e i numeri parlano da soli: quasi trecentomila prenotazioni già registrate, 20mila pellegrini attesi nella sola giornata di oggi e una stima complessiva di 450mila visitatori nel corso del mese di ostensione.

Una macchina organizzativa senza precedenti

Per gestire flussi di tale portata, è stato predisposto un articolato Centro di coordinamento dei soccorsi, presieduto dal prefetto di Perugia Francesco Zito. Il dispositivo coinvolge la Protezione Civile, il servizio sanitario nazionale, gli enti locali e le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di garantire sicurezza e ordine pubblico lungo tutto il periodo dell’ostensione.

Sul fronte finanziario, la Regione Umbria ha approvato giovedì scorso, con voto all’unanimità, uno stanziamento di 2,5 milioni di euro destinati a sostenere le esigenze dell’anno francescano: dai trasporti alla protezione civile, dall’accessibilità ai progetti dei Comuni umbri, fino alla creazione di un hospice pediatrico.

Le parole dei vescovi: fede, storia e umanità

La celebrazione ha suscitato profonde riflessioni tra i presuli presenti. Il vescovo eletto monsignor Felice Accrocca ha sottolineato il paradosso iconografico del Santo: «Quel corpo non era bello, i conterranei lo descrivevano come brutto e sporco. Ma con la sua parola ispirato da Dio spinse alla pace. Oggi siamo in una dittatura dell’immagine ma questo corpo continua a parlarci. L’uomo non vale per ciò che appare ma per ciò che è. Francesco continua a parlarci, e mi auguro che questo mese possa farci riflettere sul fatto che c’è qualcosa che va oltre».

L’amministratore apostolico monsignor Domenico Sorrentino, che ha vissuto vent’anni immerso nella storia francescana di Assisi, ha espresso parole di forte intensità spirituale: «Ho vissuto una grande commozione e intimità in questo raccoglimento. È stata una grazia immensa dopo venti anni in cui ho avuto la gioia di vivere il ventennio della vita di Francesco e della sua conversione e ora ritrovarmi nell’anno della sua morte a baciare le sue ossa. Tutto per me è stato Francesco: nel luogo in cui vivo Francesco vive e quelle mura mi parlano. Per me è stato bello vivere in questi luoghi. Vedere le ossa è stata un’esperienza di Dio e un’esperienza grande di cui voglio rendere grazie».

Il ruolo di Papa Leone e l’indulgenza giubilare

L’evento si inserisce nel contesto più ampio dell’anno francescano, ulteriormente valorizzato dalla decisione di Papa Leone di estendere a tutto l’anno l’indulgenza giubilare ottenibile nelle chiese francescane. Il Pontefice sarà inoltre presente a Santa Maria degli Angeli il 6 agosto per l’incontro internazionale con i giovani, appuntamento che si preannuncia come uno dei momenti culminanti dell’intero anno.

L’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi rappresenta dunque un evento di portata storica e spirituale eccezionale, capace di richiamare centinaia di migliaia di pellegrini da tutta Italia e dal mondo, trasformando l’Umbria nel cuore della devozione cattolica per l’intero 2026.

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