È iniziata ad Assisi l’ostensione delle spoglie di San Francesco, esposte per la prima volta ai fedeli per un mese intero nella teca collocata davanti all’altare della Basilica Inferiore, nell’ambito dell’ottavo centenario della morte del Santo. Fin dalle prime ore del mattino, già dalle 5, un flusso continuo di pellegrini ha raggiunto il Sacro Convento, trasformando la città in un grande luogo di pellegrinaggio. L’organizzazione è coordinata dalla Regione Umbria insieme alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, al personale sanitario e alla comunità francescana, con un sistema di sicurezza potenziato e controlli agli accessi.
A sottolineare la portata dell’evento è stata la presidente della Regione Stefania Proietti, presente sin dall’alba insieme alla squadra della Protezione civile regionale e al dispositivo di sicurezza attivato in raccordo con il Sacro Convento. “È questo il volto dell’Umbria che mi rende orgogliosa. L’Umbria sa accogliere e lo fa con organizzazione, cuore e responsabilità, per permettere a ciascuno di vivere un momento importante in serenità”, ha scritto sui social.
L’afflusso dei visitatori è costante. “Un flusso continuo di persone che entra in Basilica: famiglie, bambini, anziani, pellegrini arrivati da ogni parte del mondo. Nei loro volti si leggono emozione, raccoglimento e attesa”, ha aggiunto Proietti, evidenziando la presenza in campo di 50 volontari, di cui 36 della Protezione civile e 14 sanitari, insieme a 15 funzionari regionali. Il sistema di controllo agli accessi è stato definito di ultima generazione, supportato anche da strumenti di intelligenza artificiale, con percorsi obbligati e metal detector per garantire sicurezza e ordine.
Il direttore dell’ufficio comunicazioni del Sacro Convento, fra Giulio Cesareo, ha descritto la giornata come storica: “L’emozione è altissima, i fedeli sentono vicina la presenza di Francesco”. L’organizzazione è stata pianificata nei dettagli per assicurare un’accoglienza ordinata, attraverso un vero e proprio hub di accesso alla Basilica Inferiore.
Tra i pellegrini arrivati ad Assisi c’è anche Adrian Ruiz Pelayo, 35 anni, originario di Malaga, giunto dopo oltre 330 giorni di cammino da Palermo verso Venezia. Il giovane ha scelto di percorrere l’Italia senza soldi né soste programmate, con il progetto di “scoprire e trasmettere la bontà della gente”. “È un momento incredibile – racconta – perché mi sono preparato studiando la storia di San Francesco e vedere i suoi resti mi ha dato una forza enorme per proseguire il cammino e riflettere su cosa significa donarsi agli altri”.
Pelayo, che cammina da solo trovando ospitalità e sostegno lungo il percorso, si fermerà tre giorni ad Assisi prima di ripartire verso Venezia, dove prevede di arrivare il primo maggio. Il suo viaggio, documentato sui social con il nome “Un cammino per scoprire”, unisce fede, riflessione e solidarietà. “San Francesco e Assisi sono un momento bellissimo. Mi sento sulle sue orme, e questo mi ispira a continuare il cammino”, ha dichiarato.
La Regione ha ringraziato tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune di Assisi alla Prefettura di Perugia, dalla Questura alle forze di polizia, fino ai volontari e al personale sanitario. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla famiglia francescana conventuale per l’accoglienza riservata ai pellegrini.
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每天都在战争,希望2026和平.