Un attacco con esplosivo ha colpito nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026 uno sportello bancomat situato a Santa Maria degli Angeli, la frazione alle porte di Assisi, in provincia di Perugia. Un gruppo di persone a volto coperto ha posizionato un ordigno esplosivo — non a gas, come invece avviene nella maggior parte dei casi analoghi — contro la cassa automatica di una banca al piano terra di una palazzina residenziale. La deflagrazione, pur non completamente riuscita, ha provocato danni ingenti alla struttura, svegliando i residenti della zona con un boato udito da più persone.
L’esplosione parziale ha immediatamente fatto scattare l’allarme: sul posto è intervenuto il personale del commissariato locale, che ha avviato i primi accertamenti. La scena che si è presentata agli agenti evidenziava danni strutturali significativi ai locali della banca, a riprova della potenza del materiale utilizzato. Gli investigatori hanno subito rilevato che l’ordigno era composto da esplosivo solido, una scelta tecnica meno comune rispetto al metodo del gas acetilene, considerata tuttavia più potente e difficile da gestire.
Artificieri al lavoro: parte dell’esplosivo recuperata e fatta brillare
Fondamentale è stato l’intervento degli artificieri, che hanno operato nell’area per mettere in sicurezza la zona. Una parte dell’esplosivo non detonato è stata recuperata e successivamente fatta brillare in sicurezza all’interno di una cava, evitando ulteriori rischi per la popolazione e gli edifici circostanti. Questa procedura standard consente di neutralizzare i residui esplosivi senza pericolo per l’ambiente urbano.
La deflagrazione parziale dell’ordigno ha probabilmente compromesso i piani dei responsabili, che secondo le prime ricostruzioni erano più persone, tutte con il volto coperto per eludere le telecamere di sorveglianza. Le modalità dell’azione — coordinata, notturna e con l’impiego di materiale esplosivo non convenzionale — rimandano a una banda organizzata con esperienza nel settore.
Ancora da accertare l’entità del furto
Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda la quantità di denaro eventualmente sottratta. Al momento del primo aggiornamento, le autorità stavano ancora conducendo le verifiche necessarie per stabilire se sia stato asportato del denaro dallo sportello, e in caso positivo, quale fosse l’importo. La parziale inefficacia dell’esplosione potrebbe aver reso più difficile l’accesso alla cassaforte interna del dispositivo.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di furti con esplosivo agli sportelli bancomat che negli ultimi anni hanno interessato diverse regioni italiane, con una recrudescenza particolare nelle aree periferiche e semi-rurali, ritenute dai malviventi meno presidiate rispetto ai centri urbani maggiori. La scelta di Santa Maria degli Angeli, centro nevralgico della viabilità umbra e crocevia tra Assisi e Perugia, riflette probabilmente una valutazione logistica: vie di fuga rapide e minore densità di forze dell’ordine nelle ore notturne.
Indagini in corso tra commissariato e forze specializzate
Le indagini sono condotte dal commissariato di Assisi con il supporto degli artificieri e delle squadre investigative competenti. L’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e il recupero di eventuali tracce fisiche lasciate dai malviventi costituiscono le principali direttrici degli accertamenti in corso. L’utilizzo di esplosivo solido, più raro in questo tipo di reati, potrebbe rappresentare un elemento utile per risalire alla provenienza del materiale e, di conseguenza, all’identità dei responsabili.
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