La Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per Lorenzo Mambrini, 48 anni, ex commissario tecnico della nazionale di calcio cubana. Mambrini è accusato di truffa nei confronti di un padre disperato, al quale avrebbe sottratto oltre 28 mila euro promettendo di risolvere la sua difficile situazione familiare grazie a presunti legami con la famiglia Castro.
La truffa
Secondo l’accusa, Mambrini avrebbe millantato contatti privilegiati con le autorità cubane, dicendo di aver sposato la nipote di Fidel Castro e di poter quindi intervenire personalmente per aiutare l’uomo a ottenere l’affidamento del figlio, residente con la madre a Cuba. Il padre, preoccupato per le precarie condizioni di vita del bambino, avrebbe creduto nelle promesse di Mambrini, che gli avrebbe prospettato una soluzione rapida e favorevole della vicenda.
La dinamica dei raggiri
Il 47enne, secondo la Procura, avrebbe agito “in concorso con altri soggetti non identificati”, utilizzando artifizi e raggiri. Tra le azioni contestate, c’è stata l’organizzazione di un incontro tramite videochiamata con presunti funzionari del governo cubano, cui il padre avrebbe dovuto conferire una procura per seguire la pratica dell’affido. A questo incontro sarebbe seguito un altro con un sedicente notaio. Mambrini, inoltre, avrebbe richiesto denaro con la scusa di dover sostenere le spese per l’acquisto dei biglietti aerei necessari per il rimpatrio del minore, salvo poi giustificare il mancato viaggio con la distruzione dei documenti e dei biglietti.
Il denaro richiesto
Mambrini avrebbe indotto in errore la persona offesa sulla veridicità dei propri contatti e sullo stato delle trattative, procurandosi per sé e per altri un ingiusto profitto di 28.226 euro. Il denaro sarebbe stato versato tramite bonifici bancari, ricariche PostePay e dazioni in contante, alcune delle quali anche su un conto corrente intestato alla madre di Mambrini.
La difesa di Mambrini
L’avvocato Luca Gentili, difensore di Mambrini, ha contestato la nullità del processo, sostenendo che quando l’iter era iniziato, l’imputato si trovava a Cuba e non aveva mai ricevuto la citazione a giudizio. Il legale ha anche messo in discussione la tardività della querela e le aggravanti contestate, chiedendo l’assoluzione di Mambrini. Secondo Gentili, la vicenda non si configurerebbe come una truffa, ma come un tentativo di prendere il bambino e portarlo via, dietro pagamento di denaro.
Il prosieguo del processo
Il procedimento è ormai giunto alla fase conclusiva e la sentenza è attesa per il 19 marzo 2026, quando il giudice Alberto Avenoso si pronuncerà sulla richiesta di condanna avanzata dalla Procura di Perugia.