Eolico a Gubbio, Regione archivia i progetti Edurne

Improcedibili le istanze per Gubbio Nord e Sud: carenze documentali e irregolarità bloccano l’iter degli impianti ibridi

Eolico

La Regione Umbria ha dichiarato improcedibili e archiviato le istanze presentate da Edurne Green Srl, società con sede a Milano, per la realizzazione di due impianti ibridi di energia eolica nel territorio comunale di Gubbio. Il provvedimento è stato adottato dalla Direzione regionale Governo del territorio, ambiente e protezione civile a seguito di un’istruttoria tecnica condotta dal Servizio Transizione energetica e sviluppo sostenibile. Le verifiche hanno evidenziato gravi carenze documentali e difformità procedurali che hanno impedito la prosecuzione dell’iter autorizzativo.

I progetti oggetto dell’archiviazione sono denominati “Gubbio Nord”, con una potenza prevista di 64,8 megawatt e un sistema di accumulo da 63 megawatt, e “Gubbio Sud”, da 36 megawatt con accumulo da 12 megawatt. Entrambi rientrano nella tipologia degli impianti ibridi, combinando produzione eolica e sistemi di storage energetico.

Dall’esame della documentazione caricata sulla piattaforma regionale sono emerse irregolarità rilevanti. In particolare, gran parte degli elaborati risultava priva di contenuti tecnici, essendo composta dal solo frontespizio. Ulteriori criticità hanno riguardato le modalità di presentazione: parte degli atti è stata resa disponibile tramite link esterni, pratica non consentita dalle disposizioni regionali che prevedono l’utilizzo esclusivo della piattaforma digitale SUAPE.

Sono state inoltre riscontrate incoerenze nella qualificazione del procedimento. Le istanze erano state presentate come relative a impianti eolici di nuova costruzione, mentre, secondo la normativa vigente, i progetti risultano classificabili come impianti ibridi, con conseguenti obblighi procedurali differenti.

Sul piano tecnico e legale, la Regione ha segnalato l’assenza di documentazione essenziale, tra cui gli schemi per la connessione alla rete elettrica nazionale gestita da Terna, la relazione tecnica in materia di usi civici e le concessioni necessarie per le aree demaniali interessate. Tali carenze hanno determinato l’impossibilità di proseguire l’istruttoria.

Il provvedimento è stato adottato ai sensi della legge 241/1990 e della legge regionale 7/2025. L’amministrazione ha precisato che la società potrà presentare nuove istanze, purché complete sotto il profilo tecnico e giuridico e trasmesse attraverso i canali digitali previsti dalla normativa.

Sul tema è intervenuto l’assessore De Luca, che ha dichiarato: “È assurdo che un procedimento di autorizzazione unica archiviato dalla Regione con un’attenta analisi della documentazione, venga invece avviato dal Ministero in sede di Valutazione d’impatto ambientale. I rappresentanti umbri delle forze di centrodestra, oggi al Governo, dovrebbero smetterla di essere negazionisti a casa e in imbarazzante silenzio a Roma. In Umbria le cose o si fanno per bene o non si fanno”.

La decisione regionale riporta al centro del confronto il tema delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili, evidenziando l’esigenza di conformità formale e sostanziale nella presentazione dei progetti e il coordinamento tra livelli istituzionali nei procedimenti di valutazione ambientale

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