Scuola media Gubbio, docenti contro lo smembramento del polo unico

Protesta in Comune per il dimensionamento: tre istituti al posto della Mastro Giorgio-Nelli, insegnanti e famiglie chiedono chiarezza

 I docenti della scuola media Mastro Giorgio-Nelli hanno manifestato oggi in Sala Consiliare a Palazzo Pretorio contro il dimensionamento scolastico deciso dal commissario ad acta lo scorso 28 gennaio. Il provvedimento prevede lo smembramento del polo unico delle scuole secondarie di primo grado in tre realtà separate, destinate a confluire da settembre negli istituti comprensivi con scuole d’infanzia e primarie. Alla manifestazione hanno partecipato studenti, famiglie e corpo docente, tutti uniti nella richiesta di tutele operative e continuità didattica.

Le criticità pedagogiche e organizzative

La professoressa Katia Ghigi, autrice dell’intervento più applaudito della giornata, ha letto un documento elaborato congiuntamente dal Collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto. Il testo ricostruisce il percorso della scuola media unica, ricordando come l’istituto, un tempo diviso, avesse vissuto fasi di competizione interna sui numeri. L’unificazione, realizzata attraverso un processo definito lungimirante, aveva permesso di costruire una comunità professionale coesa capace di ottenere risultati migliori.

Il documento denuncia come lo smembramento produrrebbe discontinuità nei percorsi formativi e un impatto immediato su famiglie e docenti. Vengono richiamati i capisaldi dell’offerta: stabilità del corpo docente, attività pomeridiane gratuite, progetti internazionali, indirizzo musicale tra i più antichi della regione, viaggi di istruzione e potenziamenti. Proprio l’indirizzo musicale rappresenta un nodo critico, destinato a uno solo dei futuri istituti con conseguente riduzione di opportunità per gli studenti.

Il documento sottolinea inoltre l’omogeneità della progettazione collegiale anche per i plessi di Branca e Mocaiana, considerati parte integrante e non periferica del sistema scolastico eugubino.

Comunicazione confusa e famiglie senza risposte

Il professor Andrea Angeloni ha evidenziato la dimensione quotidiana dell’incertezza generata dal provvedimento. La comunicazione risulta confusa e frammentata: i genitori chiedono indicazioni pratiche legate agli orari di lavoro e ai percorsi di accompagnamento dei figli, ma spesso non ricevono risposte univoche. Gli insegnanti si trovano a gestire domande legittime senza avere un quadro chiaro, creando un clima di disorientamento generalizzato.

Angeloni ha insistito sulla necessità di proteggere la vertenza dalle strumentalizzazioni e di mantenere la questione su un asse comune: salvaguardia dell’offerta formativa e gestione funzionale del territorio.

La questione temporale delle iscrizioni

Un aspetto tecnico rilevante riguarda la tempistica delle iscrizioni. Ogni scuola deve pubblicare la domanda di iscrizione entro fine dicembre, quando il dimensionamento non era ancora stato formalizzato. La conseguenza è una riorganizzazione a iscrizioni aperte, considerata una corsa contro il tempo e una fonte di instabilità per studenti e famiglie.

La strategia giuridica: parere legale e possibili ricorsi

Il professor Ubaldo Emanuele Scavizzi ha portato un contributo giuridico, chiedendo se siano state acquisite e valutate le motivazioni alla base del provvedimento del commissario ad acta. Come rappresentante del sindacato Gilda, ha spiegato di essersi dotato di un parere legale pro veritate sulla possibilità che il commissario possa modificare e integrare l’atto qualora non risponda pienamente al mandato ricevuto.

Scavizzi ha offerto la disponibilità a mettere il parere a disposizione dell’amministrazione comunale per costruire un fronte tecnico condiviso, utile a sostenere una linea di tutela per Gubbio attraverso correzione dell’atto, integrazione motivazionale o iniziative contenziose.

Il Comune valuta il ricorso

Il sindaco Fiorucci e l’assessore Rughi intendono istruire un ricorso con il supporto dell’Ufficio legale del Comune, dopo aver chiarito tutti gli aspetti della vicenda. È stata menzionata anche una possibile richiesta di sospensiva del provvedimento.

La comunità scolastica ha ribadito il principio chiave: “Prima si ragiona, poi si agisce”. La richiesta è che ogni scelta sia motivata, condivisa e compatibile con la realtà di un territorio vasto, con plessi-presidio e con una scuola che negli anni ha costruito un’offerta formativa unitaria.

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