In una dura nota, Mauro Brilli, coordinatore di Umbria Civica Piegaro, riaccende il dibattito sul futuro della Val Nestore e sull’area industriale di Pietrafitta, da anni al centro di progetti annunciati e mai pienamente realizzati. Nel documento, Brilli parla di un territorio sospeso in un “tempo fermo”, definendo la valle come “la valle dei progetti mai realizzati”, dove le idee “si accumulano” ma non si trasformano in interventi concreti.
Nel testo, Brilli ripercorre le tappe principali della riconversione post-lignite, sottolineando come già alla fine degli anni Ottanta si parlasse di un grande parco naturale legato al sito DSR. Nel 1988, ricorda, Enel immaginava un futuro fatto di lago artificiale, aree verdi, centri visita e serre alimentate dal calore residuo degli impianti. “Di tutto questo è stato realizzato solo il bacino artificiale”, evidenzia, mentre il resto è rimasto sulla carta.
Il comunicato richiama poi il periodo 2015–2019, quando Pietrafitta fu inserita nel programma nazionale Futur-e, pensato per rilanciare 23 centrali dismesse. Anche in quel caso, nonostante protocolli e annunci, “nulla è decollato” e il progetto è stato abbandonato, con Enel tornata a una strategia strettamente energetica.
Brilli cita anche la stagione più recente dell’idrogeno verde (2022–2024), quando si parlò di un possibile polo nazionale con l’interesse di sette aziende. Una prospettiva che, secondo il coordinatore di Umbria Civica, si è scontrata con la scelta dell’azienda di concentrarsi sullo stoccaggio energetico, lasciando ancora una volta il territorio senza sviluppi concreti.
L’unico intervento attualmente in corso è la realizzazione del BES (Battery Energy Storage System), il grande sistema di accumulo a batterie per la stabilizzazione della rete. Tutto il resto, sostiene Brilli, resta “ancora in sospeso”. Tra i progetti rimasti sulla carta figura Wood For Green, descritto come un polo di bioeconomia circolare. “Il progetto non è fallito, semplicemente non è mai iniziato”, scrive, ricordando che i lavori previsti tra fine 2024 e inizio 2025 non sono mai partiti.
Nel comunicato si fa riferimento anche alla prossima iniziativa del 24 febbraio a Perugia, dove il progetto sarà presentato con una nuova denominazione: “Pietrafitta Innovation Hub”. Per Brilli si tratta di un rebranding che “non modifica la sostanza”. E pone una domanda diretta: “Cosa c’è davvero, oggi, oltre alle parole?”.
Il coordinatore di Umbria Civica richiama inoltre le responsabilità politiche, sottolineando che, nonostante le promesse elettorali del 2024, non si vedono atti concreti. La Val Nestore, scrive, “non può più permettersi l’ennesimo giro di annunci”. Nel passaggio conclusivo del comunicato, Brilli afferma: “Non servono nuovi nomi, ma cantieri aperti. Non servono conferenze, ma decisioni. Non servono slogan, ma responsabilità”.
Il documento si inserisce nel dibattito pubblico sul futuro dell’area di Pietrafitta e sulla necessità di trasformare le strategie di riconversione industriale in interventi operativi. Dopo decenni di ipotesi, piani e rilanci annunciati, la questione centrale resta quella dell’avvio effettivo dei progetti e della definizione di una traiettoria chiara per lo sviluppo economico e occupazionale della Val Nestore.