Un oculista della Asl Umbria è accusato di aver truffato il Servizio Sanitario Nazionale e di aver percepito oltre 29.000 euro indebitamente grazie a un’omissione nella domanda di partecipazione per un incarico alla Asl Umbria 1. La Procura di Perugia ha chiesto il processo, e l’udienza preliminare si sta tenendo davanti al giudice Natalia Giubilei. Il medico è accusato di truffa, falso e violazione del Testo unico del pubblico impiego per aver omesso di dichiarare nella domanda di partecipazione all’incarico di 38 ore settimanali presso l’Azienda Usl Umbria 1 di essere già titolare di un incarico di 6 ore settimanali presso l’Azienda Usl Umbria 2.
Secondo la richiesta di rinvio a giudizio, il medico ha truffato il sistema sanitario procurandosi un ingiusto profitto per 732 ore di lavoro, a una tariffa oraria di 40,09 euro, per un ammontare complessivo di 29.345,88 euro. Queste ore, che il medico non avrebbe dovuto percepire, sono state svolte in maniera indebitamente parallela alle sue ore presso la Asl Umbria 2, causando un danno economico al sistema sanitario.
Percezioni indebite e falsificazioni
Inoltre, la Procura sostiene che il medico abbia falsificato la propria presenza in servizio presso diverse sedi delle Asl Umbria 1 e 2, alterando i sistemi di rilevamento della presenza. Il medico, infatti, risultava contemporaneamente presente in più sedi, percependo indebitamente la somma di 66.161,25 euro per oltre 1.600 ore sovrapposte, con un ulteriore danno al sistema sanitario nazionale.
Una risposta
vea0c1