Professioni tecniche umbre chiedono la riattivazione dei tavoli sul governo del territorio

La Rete delle professioni tecniche sollecita Regione e Giunta: confronto fermo da mesi, servono chiarezza normativa e uniformità applicativa.

La Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria torna a chiedere con forza la riattivazione dei tavoli di confronto regionali sul governo del territorio, ritenuti strumenti essenziali per garantire chiarezza normativa, uniformità interpretativa e certezza procedurale. A sollevare pubblicamente la questione è Livio Farina, coordinatore della Rpt Umbria, che rappresenta circa 11mila professionisti tecnici operanti sul territorio regionale. La richiesta è rivolta alla presidente della Regione Stefania Proietti e all’assessore competente De Luca, chiamati a intervenire su tavoli che risultano inattivi da mesi, nonostante le reiterate sollecitazioni.

Secondo quanto riferito da Farina, il Tavolo previsto dall’articolo 251 della legge regionale sul governo del territorio, dopo anni di richieste, è stato finalmente riattivato a partire da aprile, ma risulta nuovamente fermo dal mese di luglio. Una situazione analoga riguarda il Tavolo di confronto presso la Scuola umbra di amministrazione pubblica (Villa Umbra), sospeso nell’estate del 2024 e mai più riconvocato. Entrambi gli organismi, sottolinea la Rpt, rappresentano luoghi fondamentali di dialogo operativo tra professionisti, uffici tecnici comunali e uffici regionali, utili per affrontare le criticità applicative della normativa urbanistica e territoriale.

Nel dettaglio, Farina evidenzia come questi tavoli abbiano storicamente consentito di condividere problematiche interpretative, discutere casi concreti e sollecitare interventi di modifica, aggiornamento e uniformazione delle norme. L’assenza di confronto strutturato, invece, rischia di accentuare una situazione già complessa, caratterizzata da normative poco chiare, talvolta incoerenti con la legislazione di rango superiore e applicate in modo disomogeneo nei diversi Comuni umbri. Una condizione che, secondo la Rpt, non riguarda solo i tecnici, ma incide direttamente su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

La presa di posizione arriva a pochi giorni da un analogo appello del presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, anch’egli impegnato da tempo per la riattivazione del confronto istituzionale. Un segnale, questo, di una preoccupazione diffusa tra le categorie professionali, che chiedono certezze operative in un ambito strategico come quello del governo del territorio.

Farina richiama anche l’esperienza quotidiana dei professionisti, sottolineando come le richieste dei cittadini siano quasi sempre le stesse: “Si può fare? Quando? Quanto costa?”. Domande legittime che, però, trovano sempre più spesso risposte incerte o impossibili, a causa di scarsa chiarezza normativa, eccessiva discrezionalità interpretativa, incertezza delle procedure e variabilità dei tempi. Se sui costi i margini di intervento sono limitati, osserva il coordinatore Rpt, sulle regole e sui procedimenti è invece possibile e doveroso intervenire.

Nel quadro delineato, i professionisti tecnici vengono indicati come anello di congiunzione essenziale tra cittadini e pubblica amministrazione, con un ruolo sempre più centrale nei processi di semplificazione amministrativa, anche alla luce della digitalizzazione e dei meccanismi di certificazione, che attribuiscono loro deleghe e responsabilità crescenti. Proprio per questo, la Rpt ritiene indispensabile un coinvolgimento attivo delle professioni tecniche fin dalle fasi iniziali di analisi, revisione e aggiornamento delle normative regionali.

In conclusione, Farina ribadisce che la riattivazione del tavolo di confronto di Villa Umbra rappresenta un’occasione immediata e concreta per affrontare criticità che oggi ostacolano chiarezza, uniformità interpretativa e applicativa delle norme sul governo del territorio. Un passaggio ritenuto strategico per perseguire l’obiettivo condiviso della semplificazione amministrativa, nell’interesse collettivo e del buon funzionamento del sistema pubblico regionale.

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