Il capogruppo della Lega Umbria Enrico Melasecche interviene sulle celebrazioni del ventennale dell’ospedale di Foligno, denunciando criticità legate al rischio esondazione e ai costi necessari per la messa in sicurezza della struttura. L’esponente leghista, assente alle commemorazioni per impegni istituzionali in commissione regionale, ha rilasciato dichiarazioni nelle quali contesta la scelta del sito e critica la narrazione celebrativa dell’evento.
Melasecche ha evidenziato come l’ospedale folignate, costruito nel 2005, si trovi in area esondabile, una problematica che la precedente giunta regionale di centrodestra ha dovuto affrontare reperendo i finanziamenti necessari. La struttura sanitaria continua oggi a svolgere un ruolo cruciale per la sanità regionale, ricevendo pazienti da Orvieto, Città di Castello e Terni per esami specialistici come doppler e risonanze magnetiche.
Venti milioni di euro per la sicurezza della struttura sanitaria
L’intervento più significativo riguarda i 20 milioni di euro complessivi necessari per mettere in sicurezza il nosocomio. Secondo quanto riferito dal capogruppo leghista, non bastano i 10 milioni inizialmente previsti per il rischio di esondazione calcolato sulla base degli eventi dei precedenti cinquant’anni. La giunta di centrodestra ha dovuto reperire ulteriori 10 milioni per garantire la protezione da possibili eventi risalenti a duecento anni prima, come richiesto dalla normativa vigente e reso necessario dalle variazioni climatiche in atto.
Melasecche ha sottolineato come questa cifra risulti enorme se rapportata al costo originario della costruzione dell’ospedale, definendo la scelta del sito un errore progettuale significativo. Il politico umbro ha contestato le dichiarazioni dell’assessore regionale del Movimento 5 Stelle, accusandolo di utilizzare uno stile antagonista senza riconoscere il lavoro svolto dalla precedente amministrazione.
Le criticità della piastra logistica e altri progetti incompiuti
Il capogruppo della Lega ha esteso la critica anche al progetto della piastra logistica di Foligno, realizzato con la stessa “leggerezza” amministrativa. L’opera fu appaltata senza avere certezze scientifiche sull’idoneità del terreno individuato. Solo dopo l’assegnazione a un gruppo di imprese umbre emerse il problema di un suolo fragilissimo, generando una vertenza giudiziaria durata anni.
Melasecche ha espresso amarezza per l’impossibilità di completare il progetto logistico che avrebbe potuto contribuire al rilancio economico della fascia centrale dell’Umbria. La mancanza di sondaggi preventivi adeguati ha compromesso la realizzazione di un’infrastruttura strategica, mentre sono state completate quelle di Città di Castello e di Terni/Narni, quest’ultima collegata alla linea ferroviaria Orte-Falconara. La piastra di Foligno avrebbe potuto svolgere un ruolo significativo anche grazie al collegamento diretto con Civitanova.
Cinquanta milioni per il Topino e la messa in sicurezza di Foligno
Sul fronte della sicurezza idrogeologica della città, l’esponente leghista ha rivendicato lo sblocco della soluzione per la messa in sicurezza dall’esondazione del fiume Topino, problema irrisolto da molti anni che angustiava la terza città dell’Umbria. L’assessorato diretto da Melasecche ha reperito varie decine di milioni di euro, portando a 50 milioni le risorse oggi disponibili per proteggere gran parte del territorio urbano di Foligno.
Il capogruppo ha auspicato l’avvio rapido del cantiere per la realizzazione degli interventi. Nella parte conclusiva del comunicato, Melasecche ha criticato l’attuale amministrazione regionale, affermando che i trionfalismi e le denigrazioni possono funzionare in campagna elettorale, ma dopo oltre un quinto della legislatura servono progetti nuovi, concreti e strategici. L’esponente della Lega ha definito l’avvio dell’attuale amministrazione “sufficientemente preoccupante”, chiedendo risultati tangibili oltre ai “tagli di nastri di scelte precedenti”.