Una ricerca scientifica finanziata dall’Inail e condotta da un team interuniversitario ha confermato l’assenza di rischi per la salute dei lavoratori e dei residenti nelle aree limitrofe alla Fonderia di Assisi. Lo studio, che ha coinvolto il dipartimento di chimica dell’Università La Sapienza di Roma, il Cnr-Istituto inquinamento atmosferico, il dipartimento di scienze e tecnologie chimiche dell’Università di Tor Vergata e il dipartimento di prevenzione Asl Umbria 1, ha analizzato le condizioni ambientali e biologiche nell’area tra gennaio 2024 e primavera 2025.
L’azienda specializzata nella produzione di componenti in ghisa e acciaio per il settore automotive, certificata Iso 14000 per la gestione ambientale e Iatf 16949 per il sistema qualità automotive, ha aderito volontariamente allo studio. La decisione è stata presa “nella convinzione che la verifica scientifica trasparente e indipendente sia lo strumento più serio per rispondere alle preoccupazioni della comunità locale”, come spiegato dall’azienda stessa.
Monitoraggio su 177 persone e 100 parametri ambientali
Il monitoraggio ha interessato 177 persone tra lavoratori della fonderia, dipendenti delle ceramiche di Deruta e cittadini residenti nelle aree di Santa Maria degli Angeli e Bastia Umbra. Sono state installate 15 postazioni attive che hanno raccolto dati per oltre 12 mesi consecutivi.
L’indagine ha previsto anche un monitoraggio biologico approfondito condotto su campioni di sangue, urine e capelli prelevati sia dai lavoratori che dai residenti nelle vicinanze dello stabilimento. Le analisi sono state effettuate utilizzando tecniche all’avanguardia che hanno permesso di valutare con precisione l’eventuale esposizione a sostanze potenzialmente nocive.
Durante la ricerca sono stati analizzati oltre 100 parametri ambientali, tra cui composti organici volatili, particolato Pm10, benzene, microelementi e metalli pesanti. Le tecnologie innovative impiegate hanno consentito una misurazione accurata delle concentrazioni di inquinanti sia negli ambienti di lavoro che nell’aria del territorio circostante.
Risultati conformi ai limiti normativi
Tutti i valori rilevati sono risultati “ampiamente conformi ai limiti di legge”, sia all’interno dello stabilimento di fonderia sia nelle aree circostanti del comune di Assisi fino a Bastia Umbra. I dati raccolti non hanno evidenziato criticità ambientali né per i lavoratori né per i residenti.
Per il benzene, ad esempio, presso la fonderia è stata registrata una concentrazione media di 0,9 microgrammi per metro cubo, un valore nettamente inferiore ai 5 microgrammi consentiti dalla normativa. Questo dato risulta in linea con i valori riscontrati in altre aree del territorio, che variano da 0,6 fino a 1,3 microgrammi per metro cubo.
Tutti i parametri monitorati sono risultati nella norma e pienamente compatibili con i limiti previsti dalla legislazione vigente. I risultati confermano quanto già rilevato negli anni precedenti dagli enti di controllo pubblici, in particolare Arpa e Asl.
La replica del comitato civico
IlComitato di via Protomartiri Francescani di Santa Maria degli Angeli Assisi che ha sollevato la questione ambientale, contesta questa narrazione: “Il rispetto dei limiti normativi non implica automaticamente l’assenza di rischi,soprattutto in relazione a esposizioni croniche e cumulative per bambini e anziani, e che monitoraggi limitati nel tempo potrebbero non rilevare tutte le condizioni ambientali e produttive”.
Presentando accesso agli atti dell’inchiesta, il Comitato chiede: monitoraggi ambientali mediante calcolo del bioaccumulo delle polveri con collocazione di deposimetri negli edifici prossimi all’impianto e monitoraggi sanitari permanenti e indipendenti a cura di ARPA e USL, anziché indagini senza il coinvolgimento della popolazione, avviarte studi epidemiologici sulla popolazione residente, massima trasparenza e pubblicazione dei dati disponibili anche relativi al bioaccumulo degli inquinanti nel corso del tempo, e istituire di un tavolo tecnico permanente con la partecipazione dei cittadini.
Uno degli studi più articolati mai realizzati in Italia
L’indagine Inail rappresenta uno degli studi più articolati mai realizzati in Italia nel settore della lavorazione dei metalli, per durata, ampiezza del campionamento e integrazione tra dati ambientali e biologici. La ricerca ha coinvolto anche il comparto della produzione delle ceramiche artistiche, consentendo un’analisi comparativa tra diverse attività produttive.
La Fonderia di Assisi, parte del gruppo che occupa oggi circa 300 dipendenti insieme alla Silam di Cannara, è impegnata in importanti progetti di ricerca europei. Questi progetti sono finalizzati al miglioramento delle performance Esg (ambientali, sociali e di governance), energetiche e della sostenibilità sociale e ambientale complessiva dell’azienda.
Lo studio conferma l’impegno dell’azienda verso la trasparenza e la tutela della salute pubblica, fornendo alla comunità locale dati scientifici indipendenti sulle condizioni ambientali del territorio.