Si è tenuta mercoledì mattina a Palazzo Cesaroni la presentazione ufficiale di Comunità riformista, una nuova associazione politico-culturale che si propone come spazio di confronto aperto e plurale, nato con l’obiettivo di rilanciare il dibattito sulle scelte strategiche per lo sviluppo dell’Umbria. A guidarla è Valeriano Giambitto, affiancato da un direttivo composto da rappresentanti del mondo associativo, politico e amministrativo regionale.
La nuova realtà, lanciata pubblicamente lo scorso 20 dicembre ad Assisi, intende configurarsi come un laboratorio di idee e progettualità, svincolato dalla logica dei cartelli elettorali. «Non vogliamo essere un cespuglio politico né un soggetto elettorale di circostanza – ha spiegato il vicepresidente Michele Pennoni – ma un progetto di lungo respiro che metta insieme le diverse anime del riformismo: socialismo riformista, cattolicesimo democratico, civismo e associazionismo laico».
Tra i punti cardine della visione di Comunità riformista, la necessità di superare i campanilismi e valorizzare l’Umbria come regione unitaria, ponendo al centro l’interesse collettivo. «Non ci sono cittadini di serie A o serie B – ha affermato Giambitto –. Servono decisioni dure, efficaci e lungimiranti, e per questo vogliamo aprire un dibattito, portando le nostre idee sui temi che contano davvero per il futuro della regione».
Nel corso della presentazione sono intervenuti anche i vicepresidenti Mauro Masciotti e Gabrio Romani, Francesca Filippetti, il segretario-tesoriere Michele Berloco, il consigliere comunale di Spoleto Paolo Piccioni, e altri rappresentanti del territorio, tra cui Sauro Cristofani, Luciano Bacchetta e Mauro Masciotti.
Sviluppo e infrastrutture sono tra le prime priorità indicate: «Serve un confronto immediato e senza pregiudizi sulle grandi opere, a partire dal collegamento dell’Umbria all’alta velocità ferroviaria, con il Frecciarossa e la stazione Medio Etruria come punti chiave per attrattività e crescita economica». Sul fronte ambientale, l’associazione punta il dito sul ciclo dei rifiuti, definito in condizioni critiche, con discariche prossime alla saturazione e una Tari tra le più alte d’Italia. «Chiediamo trasparenza sull’uso dei contributi e soluzioni orientate a sostenibilità, efficienza e tutela dei cittadini».
Altro asse fondamentale è l’attrattività del territorio, da costruire attraverso il rafforzamento del legame tra università, imprese e innovazione, per rendere l’Umbria un punto di riferimento per competenze e talenti. Accanto a ciò, anche il tema della sicurezza viene affrontato con un approccio integrato e rispettoso dei diritti, rispondendo a una crescente esigenza nelle comunità locali.
Comunità riformista si propone come “cantiere aperto”, avviando la creazione di gruppi di lavoro tematici disponibili al contributo di diverse competenze e sensibilità. Il progetto ha già raccolto l’interesse di movimenti civici, amministratori locali, associazioni e partiti che condividono la necessità di riportare la politica al centro del confronto di idee.
«Vogliamo un’Umbria più aperta, solidale ed europea – ha concluso Giambitto – capace di affrontare le sfide locali all’interno di un contesto interconnesso e globale, in cui la politica torni a essere strumento di visione e trasformazione reale».