Il Governo Meloni, con una decisione che ha suscitato numerose critiche, ha stabilito un significativo taglio di 20 milioni di euro per le annualità 2026 e 2027 alle regioni italiane, destinato al contrasto del consumo di suolo e all’adattamento climatico. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha deciso questa riduzione nell’ambito della Legge di bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, incide quindi sulla programmazione degli interventi, con una rimodulazione che riduce del 25% le risorse economiche previste per le regioni dal 2023 al 2027.
Il provvedimento arriva in un momento delicato, con la Regione Umbria che aveva già pianificato, attraverso un avviso pubblico, di destinare oltre 3,7 milioni di euro per finanziare progetti di forestazione urbana, de-impermeabilizzazione e bonifica, volti a trasformare aree degradate in spazi verdi pubblici, con l’obiettivo di aumentare la resilienza del territorio agli eventi climatici estremi. Tuttavia, il taglio deciso dal Governo mette a rischio la realizzazione di queste azioni cruciali per la protezione ambientale e la prevenzione dei disastri naturali.
L’assessore regionale Thomas De Luca ha fortemente criticato la decisione, sottolineando che la riduzione delle risorse rappresenta un ostacolo alle azioni di adattamento agli eventi estremi, un tema particolarmente sensibile alla luce della recente frana di Niscemi. De Luca ha dichiarato: “Questa scelta arriva a pochi giorni dal tragico episodio della frana di Niscemi, mentre i territori stanno lottando per implementare misure fondamentali, come la deimpermeabilizzazione e la forestazione urbana, per prevenire gli effetti disastrosi delle alluvioni lampo. Il taglio delle risorse nazionali rallenta questi interventi, che sono imprescindibili per garantire la sicurezza e la sostenibilità ambientale del nostro territorio.”