È stato arrestato e posto ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico un 37enne di origini albanesi residente a Vallo di Nera, al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Sant’Anatolia di Narco, competente per territorio. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal GIP del Tribunale di Spoleto, su richiesta della Procura della Repubblica, per i reati di atti persecutori e lesioni personali ai danni della sua ex fidanzata, una 39enne italiana domiciliata in un comune limitrofo.
L’attività investigativa è scattata in seguito all’intervento dei militari durante un violento litigio, l’ennesimo, tra i due. In quell’occasione l’uomo avrebbe minacciato la donna con un coltello, costringendo le forze dell’ordine a un immediato intervento. La successiva raccolta di elementi probatori da parte degli inquirenti ha permesso di ricostruire un quadro preoccupante di condotte violente e intimidatorie, che andavano avanti da mesi.
Le indagini hanno infatti permesso di accertare che la condotta persecutoria da parte dell’uomo era iniziata nell’ottobre del 2025, con episodi ripetuti di minacce, violenze fisiche e pressioni psicologiche. Le dichiarazioni della vittima, unite agli elementi raccolti nel corso degli interventi dei Carabinieri, hanno consentito di costruire un solido compendio indiziario, ritenuto sufficiente dal pubblico ministero per richiedere l’applicazione di una misura cautelare.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Spoleto, esaminato il fascicolo, ha ritenuto sussistente il pericolo concreto di reiterazione del reato. Considerando la gravità dei fatti e l’allarme sociale che ne deriva, ha accolto integralmente la richiesta della Procura, disponendo la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione dell’indagato, con controllo elettronico tramite braccialetto.
La decisione è stata eseguita nei giorni scorsi dai Carabinieri, che hanno notificato il provvedimento all’uomo e lo hanno accompagnato nella propria abitazione per l’esecuzione della misura restrittiva. L’indagato resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dei successivi sviluppi dell’inchiesta.
L’intervento tempestivo dei militari e l’efficace ricostruzione investigativa hanno consentito di tutelare l’incolumità della vittima e prevenire ulteriori episodi violenti, in un contesto delicato e potenzialmente esplosivo. L’operazione si inserisce nel quadro dell’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla violenza di genere e alle condotte persecutorie, che spesso sfociano in aggressioni fisiche.