Email al datore di lavoro scatena l’aggressione, a processo un 54enne di Corciano

Lesioni gravi e minacce: la vittima finisce in ospedale, l’uomo accusato di violenza e intimidazioni

Una email inviata al datore di lavoro del fidanzato sarebbe stata all’origine di una violenta aggressione culminata in un procedimento penale per lesioni gravi e minacce. Protagonista della vicenda un 54enne residente a Corciano, finito davanti al giudice per un episodio risalente al marzo 2025.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe aggredito la persona offesa con schiaffi, calci e pugni, provocandole ferite tali da rendere necessario il ricorso alle cure ospedaliere.

L’email e la perdita del lavoro

Come emerge dagli atti, la donna avrebbe scritto una email al datore di lavoro del proprio fidanzato per segnalare una presunta relazione sentimentale tra l’uomo e la compagna del suo superiore. Una comunicazione che, secondo quanto riportato nel capo di imputazione, avrebbe avuto conseguenze dirette: “Ha determinato l’interruzione del rapporto di lavoro“.

Un episodio che avrebbe innescato la successiva escalation di violenza.

L’aggressione in casa e le accuse

Stando a quanto ricostruito dal pubblico ministero, la vittima sarebbe stata attesa in casa dall’imputato, che avrebbe chiuso serrande e finestre prima dell’arrivo della donna. Una volta all’interno, sarebbe scattata l’aggressione.

La persona offesa, si legge negli atti, “è stata colpita ripetutamente con schiaffi, calci e pugni“, con l’aggiunta di mani strette al collo, riportando un trauma cranico lieve, una contusione all’emivolto sinistro e lesioni al collo, giudicate guaribili in dieci giorni.

Le minacce e le aggravanti contestate

Nel corso dell’aggressione, secondo l’accusa, il 54enne avrebbe anche minacciato di morte la donna, dicendole che l’avrebbe “uccisa” e “asfaltata“, configurando così l’ipotesi di minaccia grave.

Il pubblico ministero ha contestato due aggravanti:

  • l’aver commesso il fatto nei confronti di una persona con cui era stato legato da una relazione affettiva;

  • l’aver pronunciato minacce di particolare gravità.

La vittima si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sara Pasquino. Il procedimento è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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