Il costo di produzione della sanità in Umbria ha registrato un lieve incremento tra il 2021 e il quarto trimestre del 2024, passando da poco più di due milioni di euro a oltre 2,2 milioni. È quanto emerge dalla relazione della Corte dei conti al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali, che analizza l’andamento della spesa sanitaria nelle Regioni italiane e nelle Province autonome.
Secondo la Corte dei conti, l’aumento dei costi di produzione nel triennio 2021-2023 ha interessato in modo diffuso l’intero territorio nazionale, anche a causa delle tensioni sui prezzi e dell’incremento dei costi energetici e dei servizi. In questo quadro, l’Umbria si colloca tra le Regioni con crescita più contenuta, lontana dagli aumenti più marcati registrati in Calabria, Provincia autonoma di Trento e Valle d’Aosta, mentre incrementi particolarmente ridotti sono stati rilevati in Sicilia (+2,15%) e Molise.
L’analisi della Corte dei conti prende in considerazione una pluralità di parametri, tra cui acquisto di beni e servizi, manutenzioni, costi generali e spesa per il personale. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che emerge uno dei dati più significativi per l’Umbria. Al quarto trimestre del 2024, la spesa per il personale sanitario risulta pari a poco più di 678 mila euro, collocando la regione tra le più basse d’Italia. Un valore inferiore è stato registrato soltanto in Molise e Basilicata, a conferma di una struttura dei costi particolarmente contenuta sul fronte occupazionale.
La relazione affronta anche il tema della mobilità sanitaria interregionale, analizzando il saldo tra ricoveri e prestazioni erogate a cittadini provenienti da altre regioni e quelle effettuate fuori regione dai residenti umbri. Nel periodo 2014-2024, per l’Umbria il saldo risulta negativo per poco più di 41 mila euro. Dopo una fase positiva fino al 2018, il dato ha progressivamente assunto segno negativo negli anni successivi, mantenendosi tale fino al 2024.
Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria internazionale, le compensazioni e i recuperi definiti nel riparto del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2018-2024 ammontano a poco più di 20 mila euro, una cifra contenuta ma significativa nel quadro complessivo dei flussi sanitari.
Nel complesso, la fotografia restituita dalla Corte dei conti descrive una sanità umbra caratterizzata da costi di produzione in crescita moderata, una spesa per il personale tra le più basse del Paese e una mobilità sanitaria ancora critica, elementi che pongono interrogativi sulla sostenibilità futura del sistema e sulla capacità di trattenere e attrarre pazienti, mantenendo al tempo stesso qualità ed efficienza dei servizi.