Proietti a Bruxelles: “Salute prioritaria, con i territori al centro”

La presidente dell’Umbria al Parlamento europeo rilancia l’approccio “Health Across All Policies” per equità, prevenzione e resilienza dei sistemi sanitari

Portare la tutela della salute al centro di tutte le politiche europee, partendo dai territori e dal livello regionale. È il messaggio ribadito dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, intervenuta a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, all’evento del gruppo Socialists & Democrats intitolato “Health Across All Policies”, dedicato ai temi dell’equità nell’accesso alle cure e della resilienza dei sistemi sanitari europei. L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali e politici europei per discutere di come integrare la salute come priorità trasversale dell’azione dell’Unione europea.

Nel corso del confronto, Proietti ha richiamato i contenuti del position paper S&D, che afferma come la salute debba essere riconosciuta come diritto fondamentale e come obiettivo che attraversa tutte le politiche pubbliche, non limitandosi a quelle strettamente sanitarie. L’esperienza della pandemia da Covid-19 è stata indicata come un passaggio chiave, che ha messo in evidenza la necessità di rafforzare una Unione europea della salute più coordinata, equa e preparata ad affrontare crisi future. In questo contesto, la presidente ha sottolineato come l’accesso alle cure incroci direttamente coesione sociale, uguaglianza e qualità democratica. “La parità di accesso alle cure non è solo una questione sanitaria. È una questione di coesione, equità e democrazia”, ha affermato.

Partendo dall’esperienza dell’Umbria, regione prevalentemente rurale e montana, Proietti ha posto l’accento sul legame tra organizzazione territoriale dei servizi sanitari e diritti di cittadinanza. “Quando i servizi sanitari sono lontani, il diritto alla salute diventa diseguale”, ha spiegato, evidenziando la necessità che le politiche europee tengano conto delle specificità territoriali, della geografia, delle dinamiche demografiche e dell’invecchiamento della popolazione. Secondo la presidente, trascurare questi elementi rischia di ampliare le disuguaglianze e di penalizzare le aree rurali e interne.

Nel suo intervento è stato affrontato anche il tema dei deserti medici, una criticità comune a molte regioni europee e presente anche in Umbria, dove si manifesta nella carenza di medici di medicina generale, nelle difficoltà di attrazione del personale sanitario e nelle distanze dai servizi. Proietti ha sottolineato come la risposta non possa essere emergenziale: “I deserti medici si combattono con la prossimità, non con soluzioni temporanee”. Da qui il richiamo a un modello basato sul rafforzamento dell’assistenza primaria, sulle case della comunità, sull’integrazione tra sanità e sociale e su un utilizzo mirato della telemedicina. Un’impostazione coerente con il position paper S&D, che pone la prevenzione al centro delle politiche sanitarie europee.

Un ulteriore passaggio ha riguardato l’approccio “One Health” e il concetto di “exposome”, indicati nel documento S&D come chiavi di lettura fondamentali per le politiche pubbliche. La salute umana, è stato evidenziato, è strettamente connessa a quella animale e ambientale, e l’esposizione cumulativa a fattori ambientali, sociali e commerciali incide sullo sviluppo delle patologie. In questo quadro, Proietti ha collegato il tema della salute alle politiche ambientali e climatiche, ricordando l’importanza di aria pulita, acqua sicura, riduzione dell’inquinamento chimico e contrasto al cambiamento climatico, richiamando la piena attuazione del Green Deal europeo.

Nel contributo è stato inoltre richiamato il ruolo delle politiche su alimentazione e consumi, con riferimento alla promozione di diete sane e sostenibili, a una etichettatura alimentare chiara a livello europeo, alla tutela del benessere animale e al contrasto a obesità e malnutrizione. Il position paper S&D sottolinea anche la necessità di rafforzare le politiche di contrasto ai principali fattori di rischio, dal tabacco, compresi i nuovi prodotti, all’alcol, alle droghe e alla pubblicità di cibi ultra-processati, con particolare attenzione alla tutela di giovani e minori.

Proietti ha poi richiamato l’attenzione sulle malattie non trasmissibili, evidenziando l’importanza di rafforzare screening, prevenzione e strategie comuni a livello europeo su cancro, malattie cardiovascolari, diabete e salute mentale. Quest’ultima è indicata nel documento S&D come una priorità assoluta, soprattutto per le giovani generazioni, e richiede politiche fondate su prevenzione, accesso universale alle cure e attenzione ai determinanti sociali.

Nel suo intervento, la presidente ha affrontato anche il nesso tra lavoro e salute, richiamando la necessità di migliorare sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro, affrontare stress, burnout e rischi psicosociali, tutelare i lavoratori sanitari e garantire il diritto alla disconnessione. Un ulteriore passaggio è stato dedicato alla preparazione alle crisi sanitarie, che secondo il position paper S&D deve essere rafforzata attraverso una risposta europea più efficace alle emergenze, la cybersicurezza degli ospedali, il contrasto all’antimicrobico-resistenza e politiche vaccinali coordinate.

Un punto centrale del contributo ha riguardato il ruolo delle Regioni nella resilienza dei sistemi sanitari. Proietti ha ricordato come la pandemia abbia dimostrato che la capacità di risposta si costruisce anche a livello regionale, attraverso una governance in grado di garantire coordinamento, continuità assistenziale e interventi adeguati ai bisogni dei territori. In questa prospettiva, l’approccio “Health Across All Policies” richiede un rafforzamento del ruolo delle Regioni, un maggiore coordinamento tra Stati membri, finanziamenti adeguati, anche tramite strumenti come EU4Health, e un investimento strutturale nelle infrastrutture sanitarie locali, fino all’ipotesi di una Agenzia europea della sanità pubblica, richiamata nel documento S&D.

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