Casa di comunità Monteluce, i ritardi nei lavori mettono a rischio 6 Milioni del Pnrr

In Aula Proietti risponde all’opposizione sul cantiere della Nuova Monteluce a Perugia: scadenza marzo 2026 non prorogabile, ma l’opera sarà conclusa anche con risorse alternative.

cantiere monteluce

I finanziamenti del Pnrr destinati alla Casa di comunità della Nuova Monteluce, a Perugia, restano in bilico a causa dei ritardi del cantiere, ma la Regione Umbria garantisce che l’opera sarà comunque completata, anche ricorrendo a “risorse economiche alternative”. A dichiararlo è stata la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, intervenuta in Assemblea legislativa per rispondere a un’interrogazione dell’opposizione sulla situazione dei lavori, più volte segnalata come critica e che, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, dovrebbe arrivare a conclusione entro marzo.

Il tema – rilanciato anche dai sindacati -è stato discusso in Aula dopo l’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri Nilo Arcudi (Tp-Uc), Andrea Romizi (Forza Italia) e Donatella Tesei (Lega), che hanno chiesto chiarimenti sulle cause dello stallo e sulle iniziative adottate per far ripartire l’intervento. Illustrando l’atto, Arcudi ha parlato di una situazione ritenuta poco trasparente e ha sollecitato chiarimenti sulle responsabilità dell’impresa appaltatrice, sull’esistenza di un nuovo cronoprogramma certo e vincolante e sulle azioni previste in caso di ulteriori inadempienze, fino all’eventuale risoluzione del contratto e a un nuovo affidamento d’urgenza. I proponenti hanno chiesto anche informazioni sulle interlocuzioni avviate con la Usl Umbria 1 e con i ministeri competenti.

Secondo quanto evidenziato nel dibattito, il cantiere, consegnato formalmente all’impresa nel febbraio 2025, risulterebbe di fatto fermo alle fasi preliminari. Un ritardo che, per i consiglieri interroganti, metterebbe a rischio uno degli obiettivi della Missione 6 del Pnrr, dedicata al rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale, con la possibilità concreta di perdere risorse legate a scadenze considerate non prorogabili. Le motivazioni finora fornite dall’impresa, legate a “ragioni organizzative”, non sarebbero state giudicate sufficienti a garantire la tenuta del progetto. Ci sono in ballo 6 milioni che rischiano di sfumare.

Nella risposta in Aula, Proietti ha ricostruito l’iter dell’opera parlando di un ritardo già maturato negli anni precedenti: il progetto definitivo, ha ricordato, è stato approvato solo nell’ottobre 2024, con uno slittamento di circa tre anni rispetto alle tempistiche originarie del Pnrr. A gennaio 2025 è stato poi stipulato il contratto di appalto integrato e il 25 febbraio sono stati consegnati i lavori. Da quel momento, ha spiegato la presidente, si sono susseguiti numerosi ordini di servizio e verbali del coordinatore della sicurezza, con continue sollecitazioni all’impresa selezionata tramite Invitalia, mentre il cantiere sarebbe stato costantemente monitorato.

La presidente ha aggiunto che l’appaltatore ha trasmesso un cronoprogramma, confermando l’impegno a rispettare le scadenze. Tuttavia, Proietti ha riconosciuto che il Ministero della Salute avrebbe ribadito l’impossibilità di spostare la scadenza di marzo 2026. In caso di persistenti inadempienze, ha spiegato, la Usl Umbria 1 si riserva ogni azione di tutela, compresa la richiesta di risarcimento dei danni.

Nonostante l’incertezza sui fondi Pnrr, Proietti ha definito la Casa di comunità di Monteluce un’opera strategica per l’assistenza territoriale e ha assicurato che la Regione intende portarla a termine in ogni caso, anche nel caso in cui le risorse europee non dovessero essere confermate.

Nella replica conclusiva, Arcudi ha preso atto dell’impegno dell’esecutivo regionale, ma ha ribadito le preoccupazioni dell’opposizione, sottolineando il rischio concreto di perdere i finanziamenti comunitari: un esito che, pur nella volontà di completare comunque l’opera, sarebbe considerato una sconfitta per il sistema regionale.

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