Rubato l’orso “sparabolle” davanti a Città del Sole: appello dei titolari

Il peluche simbolo del negozio di via Oberdan a Perugia è stato portato via nella notte tra sabato e domenica: sui social la richiesta di aiuto per ritrovarlo e l’amarezza per un gesto “senza senso”.

Un furto avvenuto nella notte tra sabato e domenica ha colpito un’attività storica del centro di Perugia e ha lasciato amareggiati non solo i titolari, ma anche molti clienti e passanti che negli anni si erano affezionati a una presenza diventata quasi un simbolo della via. È stato infatti rubato l’orso “sparabolle” collocato all’esterno del negozio di giocattoli Città del Sole, in via Oberdan, dove da tempo il peluche contribuiva ad attirare l’attenzione e a rendere più vivace l’area.

Secondo quanto raccontato dai titolari attraverso i social network, il peluche era posizionato da anni davanti all’ingresso dell’attività commerciale e veniva riconosciuto da adulti e bambini come una sorta di “mascotte” del negozio. Il gesto è stato definito dagli stessi proprietari come un “furto senza senso né scopo”, un’azione che non avrebbe alcuna giustificazione e che ha sottratto alla città un oggetto percepito come parte del paesaggio quotidiano.

Il negozio ha scelto di rendere pubblica la vicenda attraverso un appello rivolto ai cittadini. “Vi chiediamo di aiutarci a ritrovarlo”, scrivono i titolari, invitando chiunque abbia visto qualcosa o possa fornire indicazioni utili a contattarli direttamente. Nello stesso messaggio viene chiesto anche di diffondere il post: “se avete segnalazioni scriveteci e condividere questo post con quante più persone possibili”, è la richiesta lanciata online nel tentativo di ottenere informazioni e favorire un eventuale recupero.

Oltre alla denuncia del furto, la comunicazione pubblicata sui social trasmette un forte senso di dispiacere, legato soprattutto al valore simbolico che l’orso “sparabolle” aveva assunto nel tempo. I proprietari sottolineano infatti che si trattava dell’“orsetto più conosciuto della città” e ricordano come, con le sue bolle, avesse rallegrato per anni la via. Un elemento che, secondo quanto riportato, aveva contribuito a trasformare un angolo del centro storico in un luogo di incontro e di sosta: “ha rallegrato la via per anni, rendendo, con le sue bolle, un piccolo pezzetto di Perugia un luogo di ritrovo, di sosta e di risate”, scrivono i titolari.

Il furto dell’orso non viene quindi percepito soltanto come un danno materiale per l’attività commerciale, ma anche come un gesto che priva la comunità di un punto di riferimento affettuoso, capace di suscitare curiosità e creare piccoli momenti di leggerezza nel quotidiano. Il negozio, attraverso il messaggio, lascia intendere che l’oggetto rubato non era semplicemente un elemento decorativo, ma una presenza che aveva acquisito nel tempo un ruolo riconoscibile nella vita del centro.

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