L’Umbria piange la scomparsa di Arnaldo Caprai, venuto a mancare all’età di 92 anni. Imprenditore di riferimento per il territorio, Caprai è stato una figura centrale sia nel comparto tessile, dove si era affermato con la sua attività a Foligno, sia nel settore vitivinicolo, dove ha trasformato una passione in un progetto imprenditoriale capace di dare visibilità internazionale al Sagrantino.
Dopo una carriera consolidata nel tessile, Caprai ha scelto di dedicarsi anche al mondo agricolo e del vino, acquistando 42 ettari di terreno a Montefalco per realizzare il sogno di condurre un’azienda dedicata alla produzione vitivinicola. Il suo obiettivo era chiaro: valorizzare le potenzialità del vitigno autoctono Sagrantino, contribuendo alla sua affermazione come simbolo dell’identità enologica umbra e rendendolo riconoscibile anche fuori dai confini regionali.
Accanto all’attività imprenditoriale, Caprai è stato anche collezionista di merletti antichi, segno di un legame profondo con la storia e la tradizione artigianale del territorio. Un profilo, il suo, che univa impresa, cultura e visione strategica, con la capacità di innovare senza recidere le radici locali.
Nel 2002, Arnaldo Caprai è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura, riconoscimento che sottolinea l’impatto del suo impegno anche nel settore vitivinicolo e la sua capacità di trasformare un’intuizione in un percorso di successo.
Alla notizia della morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da parte delle istituzioni e delle realtà associative. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme alla Giunta regionale, lo ha ricordato in una nota come un “instancabile promotore delle eccellenze del nostro territorio”. Proietti ha evidenziato che con la sua scomparsa “l’Umbria perde un uomo di straordinaria visione” capace di innovare sia la tradizione manifatturiera sia quella vitivinicola. In particolare, la presidente ha sottolineato come Caprai sia stato un ambasciatore del Sagrantino nel mondo, contribuendo a far conoscere Montefalco e l’intera regione a livello internazionale.
Un ricordo personale è arrivato anche dal figlio Marco Caprai, che ha raccontato come il padre sia stato “un ottimista e un generoso” e che lasci un insegnamento preciso: “guardare sempre avanti, credere nell’impresa e nello sviluppo”. Parole che sintetizzano il tratto distintivo di un imprenditore capace di costruire valore e identità, trasformando la vocazione produttiva dell’Umbria in un messaggio riconosciuto anche oltre i confini regionali.
Una risposta
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