Umbria virtuosa nella raccolta differenziata: è la quinta regione d’Italia

L’Umbria si conferma tra le regioni più virtuose per percentuale di rifiuti avviati a raccolta differenziata, ma il costo del servizio resta su livelli più alti della media nazionale, in linea con il trend del Centro Italia.

L’Umbria è la quinta regione italiana per percentuale di rifiuti sottoposti a raccolta differenziata, ma continua a registrare un costo del servizio su valori considerati elevati. Il dato emerge dalla Relazione annuale sui servizi pubblici 2025 del Cnel, elaborata sulla base dei numeri relativi al 2022, che mette a confronto produzione di rifiuti, livelli di differenziata e spesa sostenuta per la gestione.

Secondo quanto riportato nel documento, in Umbria nel 2022 sono stati prodotti 516 chilogrammi di rifiuti per abitante, con una quota di raccolta differenziata pari al 68,4%. Una percentuale che colloca la regione tra le migliori a livello nazionale, evidenziando una capacità di intercettazione e separazione dei materiali superiore a quella di molte altre aree del Paese.

Accanto al dato sulla differenziata, però, la relazione evidenzia un elemento critico legato ai costi. Il Cnel segnala infatti che in Umbria il costo del servizio di gestione dei rifiuti raggiunge i 442 euro per tonnellata, un valore più alto rispetto alla media italiana, indicata in 395 euro per tonnellata. Il confronto suggerisce dunque che, nonostante buoni risultati sul fronte della differenziata, il sistema regionale continua a presentare una spesa superiore alla soglia nazionale.

Nel quadro tracciato dal Cnel, le regioni che registrano i costi più bassi si confermano quelle del Nord. In particolare, la Lombardia presenta un costo di 307 euro per tonnellata, mentre l’Emilia Romagna si colloca su un valore ancora leggermente inferiore, pari a 305 euro per tonnellata. All’estremo opposto, la relazione indica che i costi maggiori restano in Liguria, con 520 euro per tonnellata, e in Basilicata, con 512 euro per tonnellata.

Il documento sottolinea inoltre come permanga una differenza territoriale strutturale: il Sud continua a spendere più del Nord. Anche il Centro Italia resta su livelli elevati, con una tendenza che vede alcune regioni collocarsi su valori simili a quelli meridionali. In questo scenario, l’Umbria rientra tra le aree in cui i costi restano alti: insieme a Toscana e Lazio, si posiziona infatti su livelli comparabili a quelli del Sud.

Fa eccezione, nello stesso contesto geografico, il dato delle Marche, che nella relazione risultano avere un costo di 342 euro per tonnellata, più vicino alle regioni del Nord rispetto agli altri territori del Centro. Una differenza che, secondo la lettura complessiva del report, contribuisce a delineare un’Italia ancora divisa non solo per performance ambientali ma anche per peso economico dei servizi.

La fotografia del 2022 fornita dalla Relazione annuale sui servizi pubblici 2025 evidenzia quindi una doppia dimensione: da un lato l’Umbria mantiene un posizionamento alto per raccolta differenziata, dall’altro si conferma tra le regioni del Centro dove il costo del servizio risulta più oneroso. Un quadro che indica come il miglioramento delle percentuali di differenziata non coincida automaticamente con una riduzione della spesa e come, nei dati del Cnel, il tema dei costi resti un elemento centrale nella valutazione complessiva del servizio rifiuti.

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