Con un clima di ottimismo ma anche con la piena consapevolezza delle difficoltà ancora presenti, le realtà umbre impegnate nella lotta al diabete di tipo 1 hanno avviato il 2026 rilanciando la collaborazione tra associazioni, professionisti e referenti del territorio. Il passaggio dal vecchio al nuovo anno è stato segnato da un incontro a Perugia, durante il quale è stato tracciato il bilancio del 2025 e analizzato lo scenario futuro per la gestione della patologia, con particolare attenzione alle esigenze quotidiane di pazienti e famiglie.
A sedersi intorno allo stesso tavolo, in una giornata definita “molto costruttiva”, sono stati i rappresentanti di numerose sigle umbre attive sia sul fronte dell’assistenza agli adulti che su quello dell’età pediatrica. L’iniziativa è stata promossa da AILD – Centro Internazionale LIONS Ricerca sul Diabete “Aldo Villani” e dal Distretto Lions 108L, con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale e condividere priorità, criticità e prospettive. Alla giornata hanno partecipato associazioni come Diabete Onboard APS, l’Associazione “Diabete 1 in Famiglia”, Corediab Umbria, oltre ad AGD Umbria, e a professionisti coinvolti in attività dedicate alla prevenzione e al supporto.
A spiegare il senso dell’appuntamento sono stati Mauro Oronzo Andretta e Stefano Antonini, ideatori dell’iniziativa, che hanno descritto la giornata come un’occasione non solo per parlare di diabete, ma anche per rafforzare la comunità attraverso la collaborazione tra realtà diverse. Nel confronto è stato sottolineato come il volontariato resti il cuore pulsante di molte associazioni, che rappresentano un punto di riferimento per le famiglie e per le persone che convivono con la malattia.
Tra i temi affrontati sono stati proposti focus specifici sul diabete in età pediatrica, sul ruolo centrale delle famiglie e dei caregiver nella gestione quotidiana della patologia e sul futuro dell’associazionismo in Umbria. L’incontro ha evidenziato l’esigenza di consolidare un lavoro comune e la necessità di affrontare con maggiore incisività alcune difficoltà che, nonostante i progressi degli ultimi anni, continuano a rimanere aperte.
Uno dei punti ritenuti più urgenti è legato al rapporto tra associazioni e strutture sanitarie. Nel dibattito è emersa una richiesta chiara: non solo risorse o personale aggiuntivo, ma soprattutto un coinvolgimento diretto delle associazioni nei processi decisionali e nella gestione quotidiana dei pazienti. Secondo quanto evidenziato durante la giornata, le realtà associative conoscono in modo capillare le esigenze del territorio e possono contribuire concretamente a migliorare l’organizzazione e la qualità dei servizi, con un impatto diretto sulla vita delle famiglie.
Accanto agli aspetti organizzativi e di supporto, il confronto ha riguardato anche i temi più scientifici e legati alla ricerca, considerati fondamentali per migliorare le prospettive terapeutiche e la qualità della vita. In questo quadro, l’incontro ha messo in evidenza la necessità di lavorare in modo coordinato, integrando la dimensione clinica con quella sociale e comunitaria.
Una parte significativa della giornata è stata dedicata anche all’innovazione partecipata. Nel successivo spazio di lavoro è stato infatti organizzato un workshop di usabilità sull’app “Dally”, pensato come un momento di ascolto, confronto e co-progettazione. Persone con diabete, caregiver e stakeholder hanno potuto testare l’applicazione, condividere esperienze e suggerire migliorie, contribuendo in modo concreto allo sviluppo del progetto con l’obiettivo di renderlo più semplice, utile e aderente alla vita reale.
Al termine dell’incontro è stata espressa soddisfazione per un evento che, secondo gli organizzatori e i partecipanti, è riuscito a unire prevenzione, collaborazione, partecipazione e impatto sociale. In pieno spirito Lions, l’obiettivo dichiarato resta quello di servire la comunità, dare voce alle persone e costruire insieme soluzioni capaci di rispondere in modo più efficace alle esigenze di chi convive con il diabete di tipo 1.