Il prezzo del gasolio supera quello della benzina in Umbria: aumenti e preoccupazioni per i consumatori

Il riallineamento delle accise porta a un aumento del prezzo del gasolio in Umbria, con impatti significativi per i consumatori e la richiesta di un monitoraggio dei prezzi

Con l’inizio del 2026, il prezzo del gasolio ha nuovamente superato quello della benzina in Umbria, in seguito al riallineamento delle accise che è entrato in vigore da ieri. Questo rialzo fiscale colpisce principalmente le auto a gasolio, che rappresentano una quota significativa del parco auto circolante in regione, con circa 294 mila vetture, secondo gli ultimi dati dell’ACI. L’aumento delle accise si applica solo alle forniture in arrivo, mentre per il carburante già presente nei distributori resteranno valide le vecchie accise.

Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo del diesel in alcune aree delle province di Perugia e Terni è già aumentato di circa 4 centesimi al litro rispetto alla benzina. Questo rialzo, sebbene modesto, sta facendo lievitare il costo del carburante per chi guida veicoli alimentati a gasolio, con impatti economici che potrebbero essere significativi per i consumatori.

L’aumento fiscale: i costi per gli automobilisti

Il Codacons stima che il riallineamento delle accise porterà nelle casse dello Stato circa 552 milioni di euro di entrate aggiuntive nel 2026. L’aumento si riflette direttamente sul prezzo per gli automobilisti, che vedranno un aggravio di circa 2,47 euro per un pieno di 50 litri di gasolio, rispetto a fine 2025. Su base annua, considerando due rifornimenti al mese, l’aumento medio per veicolo sarà di circa 59,3 euro.

Tuttavia, se a questo incremento si somma l’aumento di 1,5 centesimi al litro già avvenuto lo scorso maggio, il rincaro complessivo per un pieno sale a 3,38 euro, con un impatto annuo che arriva a oltre 81 euro per chi percorre frequentemente strada con un’auto a gasolio.

Benzina: il contrasto tra riduzione e realtà

Per i motori a benzina, invece, la legge di Bilancio prevede una riduzione dell’accisa pari al rialzo del gasolio, con l’intento di compensare parzialmente l’aumento del diesel. Tuttavia, secondo il Codacons, questa riduzione rischia di essere poco significativa per i consumatori. Nel maggio 2025, infatti, l’aumento dell’accisa sul gasolio si rifletté immediatamente sui prezzi alla pompa, mentre la diminuzione per la benzina ha comportato ribassi minimi o quasi impercettibili.

A tal riguardo, Assoutenti ha chiesto al governo di attivare Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, affinché monitori correttamente l’applicazione del riallineamento fiscale. L’associazione si è dichiarata pronta a rivolgersi anche alla Guardia di Finanza e all’Antitrust per contrastare eventuali speculazioni ai danni dei consumatori, qualora i prezzi non fossero ridotti proporzionalmente alla diminuzione dell’accisa.

L’attenzione del Ministero

In risposta alle preoccupazioni, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato che la discesa dei prezzi dei carburanti alla pompa, iniziata il 26 novembre 2025, continua, in linea con l’andamento dei mercati internazionali della materia prima e dei prodotti raffinati. Il Ministero ha inoltre dichiarato che continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando settimanalmente eventuali anomalie nei punti vendita, garantendo la trasparenza e la correttezza del mercato.

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