Il tema dei treni sovraffollati sulla tratta Roma Termini–Foligno, con passeggeri costretti a viaggiare inermi, in piedi o addirittura seduti a terra, torna al centro dell’attenzione. A intervenire è Trenitalia, che ha risposto ufficialmente alla segnalazione di David Anullo, presidente del Comitato pendolari di Terni, dopo i disagi registrati in particolare sul treno regionale veloce 4514 delle ore 17. La risposta è arrivata tramite una nota della direzione regionale, pubblicata sul sito del Coordinamento dei comitati dei pendolari umbri, a cui Anullo aveva inviato la lettera di protesta, oltre che all’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti.
Nella comunicazione, Trenitalia ricostruisce quando e perché si è verificato l’aumento della pressione sui convogli, spiegando che la fascia oraria tra le 16 e le 18 è storicamente una delle più critiche per la mobilità pendolare. In quell’arco temporale erano attivi cinque collegamenti regionali sulla linea Direttissima, con partenze distribuite tra le 16 e le 18 verso Ancona, Foligno, Viterbo, Firenze e Perugia. Tuttavia, a seguito di provvedimenti adottati dal Gestore dell’Infrastruttura Rfi, alcune corse sono state rimodulate o instradate sulla linea convenzionale, modificando in modo significativo l’offerta complessiva.
Secondo quanto riportato nella lettera, il treno 4156 per Ancona è stato anticipato alle 15.45 e instradato sulla linea convenzionale, mentre il 4530 per Viterbo è stato posticipato alle 17.27, sempre fuori dalla Direttissima. Di conseguenza, i comportamenti dell’utenza sono cambiati, con una concentrazione crescente dei passeggeri sui tre treni rimasti in Direttissima, in particolare sul RV 4514.
L’analisi di Trenitalia
L’analisi dei dati effettuata da Trenitalia evidenzia che il treno 4514 viaggia con una media di circa 580 passeggeri, con punte particolarmente elevate nella tratta Tiburtina–Orte, soprattutto a metà settimana. In quel segmento, scendono circa 180–200 viaggiatori alla stazione di Orte, contribuendo in modo significativo all’affollamento complessivo. I numeri sono stati raccolti attraverso monitoraggi diretti a bordo, svolti per oltre un mese da personale Trenitalia.
Contestualmente, viene segnalata una riduzione della frequentazione del treno 4106, successiva all’istituzione della fermata di Orte per il 4514. Grazie anche all’aumento della composizione da sei a sette vetture, il 4106 viaggia ora con 80–100 posti a sedere liberi nella tratta Tiburtina–Orte. Un quadro che, secondo l’azienda, dimostra come le modifiche abbiano ridistribuito in modo non uniforme l’utenza.
Durante una scorta effettuata a inizio mese dal direttore della struttura regionale, Trenitalia ha inoltre rilevato una distribuzione disomogenea dei passeggeri all’interno del convoglio. Le prime vetture risultano spesso sovraffollate, con viaggiatori in piedi nei vestiboli, mentre la vettura di prima classe presenta tra i 40 e i 50 posti liberi. Anche la vettura dedicata a biciclette e carrozzine per disabili ospita normalmente mezzi e alcuni passeggeri in piedi.
Nel documento viene chiarito che non è tecnicamente possibile aumentare il numero di vagoni del treno 4514. Per questo motivo, Trenitalia individua tre possibili soluzioni: la soppressione della fermata di Orte, il declassamento della vettura di prima classe e un lavoro congiunto con Rfi, Regione Umbria e Regione Lazio per colmare il vuoto di offerta creatosi tra le 15.45 e le 17. La prima ipotesi viene però esclusa perché rischierebbe di trasferire il problema su altri convogli, penalizzando i pendolari diretti verso Attigliano, Alviano e Orvieto-Chiusi.
La direzione regionale indica quindi come prioritaria l’attivazione immediata della seconda soluzione, affiancata nel breve periodo da un confronto istituzionale più ampio. È previsto un incontro entro metà gennaio con Regione Umbria e comitati dei pendolari, per valutare interventi strutturali in grado di ridurre in modo stabile il fenomeno dei “treni sardina”.