Studio a Perugia: “Ancora troppe situazioni case con dispersioni termiche strutturali”

A Perugia Legambiente accende i riflettori su risparmio energetico e povertà energetica tra edifici inefficienti e nuove sfide europee

L’efficienza energetica delle abitazioni incide in modo significativo sulla qualità della vita dei cittadini, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo del benessere quotidiano. Di questo si è discusso il 17 Dicembre  a Perugia, nel corso di un evento organizzato da Legambiente, che ha coinvolto rappresentanti politici, amministratori e operatori del mondo della comunicazione, con l’obiettivo di collegare il tema della transizione ecologica a quello, più ampio, delle condizioni di vita delle persone. Al centro del confronto, il ruolo dell’abitazione come luogo in cui si concentra gran parte della vita quotidiana e che influisce direttamente su spese, salute e stabilità economica.

Secondo quanto emerso, isolamento termico, impianti innovativi e rinnovabili domestiche consentono una riduzione significativa delle spese in bolletta, aumentando le capacità di spesa delle famiglie e valorizzando il patrimonio immobiliare. Un aspetto che si lega anche agli obiettivi di neutralità carbonica fissati dalle normative europee. Vivere in un’abitazione efficiente significa infatti consumare meno energia: una casa in Classe A può arrivare a consumare fino all’80% in meno rispetto a un edificio in Classe G, con effetti diretti sulla possibilità di destinare risorse ad altre priorità come salute e alimentazione.

Nel corso dell’iniziativa, Legambiente ha presentato i risultati di un’attività di monitoraggio termografico che ha coinvolto 13 edifici tra abitazioni private e scuole. Le analisi hanno evidenziato come in 11 casi siano presenti criticità legate a dispersioni termiche, causate da elementi strutturali come cassoni delle serrande, pilastri, solai, infissi poco efficienti, mancato isolamento delle murature e presenza di umidità. Situazioni che, secondo l’associazione, rappresentano un campione emblematico di una condizione diffusa non solo a Perugia, ma in Umbria e nel resto del Paese.

Le risultanze

I benefici della riqualificazione emergono chiaramente dai casi virtuosi. Nell’unico edificio monitorato oggetto di interventi tramite Superbonus, così come nella scuola sottoposta a ristrutturazione energetica, le termografie non hanno rilevato dispersioni, dimostrando l’efficacia degli interventi di efficientamento. Risultati che rafforzano la richiesta di politiche strutturali in grado di estendere questi benefici a una platea più ampia di cittadini.

«Grazie alla termocamera possiamo vedere concretamente il comportamento energetico degli edifici – ha dichiarato Maurizio Zara, Presidente Legambiente Umbria –. Le termografie hanno consentito ai partecipanti al tour di comprendere immediatamente le condizioni delle strutture, cosa funziona e cosa va migliorato». Zara ha sottolineato la necessità di politiche ambiziose di riqualificazione, in grado di rispondere non solo agli obiettivi climatici ma anche a quelli sociali. Secondo Legambiente, mancano oggi strumenti adeguati che permettano alle famiglie a basso e medio reddito di investire nella riqualificazione delle proprie abitazioni, anche attraverso un ruolo più attivo di SACE e Cassa Depositi e Prestiti. «L’obiettivo deve essere il diritto alla Classe A per tutti», ha aggiunto, «per proteggere le famiglie dai continui aumenti delle bollette».

Il tema si intreccia con quello della povertà energetica, un fenomeno in crescita che in Italia riguarda oltre 2,36 milioni di famiglie, pari al 9% del totale nazionale, secondo i dati Oipe. A livello europeo, diverse direttive stanno spingendo gli Stati membri ad affrontare la questione in modo strutturale. La direttiva EPBD, nota come direttiva “case green”, pone l’accento sull’efficientamento degli edifici, con particolare attenzione alle abitazioni occupate da persone in difficoltà economica. La direttiva ETS2, invece, istituisce un fondo sociale per il clima, destinato a sostenere le famiglie vulnerabili in vista dell’introduzione della nuova tassa sul carbonio prevista per il 2028.

L’avvio del sistema ETS2 rappresenta, secondo Legambiente, una sfida ma anche un’opportunità. L’estensione del sistema di scambio delle emissioni agli edifici residenziali, commerciali e al trasporto su strada mira a rafforzare il percorso verso la neutralità climatica, ma richiede politiche di accompagnamento per evitare ricadute negative su cittadini e imprese. In assenza di misure adeguate, la spesa energetica delle famiglie italiane potrebbe aumentare fino a 230 euro l’anno, con differenze territoriali significative tra Nord e Sud.

«Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità è indispensabile una strategia stabile e pluriennale», ha dichiarato Katiuscia Eroe, Ufficio Energia Legambiente, indicando la necessità di rafforzare strumenti come Conto Termico e Reddito Energetico, rimodulare incentivi e detrazioni fiscali e garantire un accompagnamento tecnico alle famiglie. Un’urgenza che, secondo Legambiente, diventa ancora più evidente alla luce dell’uscita dal Superbonus, che rischia di creare criticità per i condomini con interventi non completati e di penalizzare i beneficiari delle detrazioni.

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