È stato definito davanti al gup Valerio D’Andria il procedimento che vedeva imputato un 73enne di Spoleto residente a Deruta, accusato di detenzione o accesso a materiale pedopornografico per fatti avvenuti tra il 7 maggio 2022 e il 26 novembre 2024. L’imputato ha patteggiato un anno e quattro mesi, pena sospesa, in un accordo raggiunto tra la procura e il difensore Marco Brambatti, dopo che la polizia aveva sequestrato nel febbraio scorso un’ingente quantità di materiale illecito.
Il caso era emerso durante accertamenti condotti dalla polizia postale, che aveva rinvenuto circa un migliaio di file, tra cui 460 video e oltre 560 immagini di minori ritratti con parti intime in evidenza. Il materiale era conservato nel computer, in chiavette USB e in hard disk esterni dell’uomo. Tutti i file sono stati successivamente distrutti dopo gli accertamenti irripetibili disposti dagli investigatori.
Dall’analisi tecnica sarebbe emerso che i contenuti erano stati scaricati utilizzando il suo indirizzo IP personale, un elemento considerato rilevante dagli inquirenti, perché ritenuto incompatibile con la volontà di commercializzare il materiale. In genere, infatti, chi mira allo scambio utilizza sistemi anonimizzati o il dark web, modalità che in questo caso non risultano essere state adottate.
Nel corso dell’udienza sono state riconosciute all’imputato le attenuanti generiche. L’uomo, gravemente malato e costretto su una carrozzina, risulta impossibilitato a lasciare la propria stanza; condizioni che hanno inciso sulla valutazione complessiva, così come il comportamento ritenuto collaborativo durante le indagini. È stata invece contestata l’aggravante relativa all’ingente quantità di file detenuti, considerate le dimensioni dell’archivio sequestrato.