Nei giorni scorsi, si è svolto a Costacciaro un convegno-seminario sul tema della sanità nelle aree interne dell’Umbria, organizzato dalla CISL Umbria, dal Centro di Bioetica Fileremo e dall’Università degli uomini originari di Costacciaro. L’evento ha avuto l’obiettivo di riflettere su come migliorare l’assistenza sanitaria nelle aree montane della regione, che ospitano circa 200.000 abitanti.
L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali dei sindaci locali: Andrea Capponi (Costacciaro), Fabio Vergari (Scheggia), Giampiero Fugnanesi (Sigillo) e Lorenzo Polidori (Fossato di Vico), insieme al presidente del Fileremo, Antonio Margiotta. Successivamente, Angelo Manzotti, segretario generale regionale della CISL Umbria, ha sottolineato l’importanza delle aree montane e della necessità di sviluppare un piano regionale socio-sanitario che risponda alle esigenze delle popolazioni che vi risiedono.
Manzotti ha dichiarato: “Il seminario è stato concepito dalla CISL Umbria per creare un confronto utile nella fase di elaborazione del piano socio-sanitario regionale, per affrontare i problemi legati alla desertificazione non solo della sanità, ma anche di scuola, trasporti, banche e commercio”. Il segretario ha proposto il modello della sanità territoriale come risposta alle sfide, suggerendo soluzioni come case di comunità, assistenza domiciliare e telemedicina, con un’attenzione particolare all’elevato indice di invecchiamento della popolazione umbra.
Tullio Ostilio Moschini, coordinatore delle politiche socio-sanitarie della CISL Umbria, ha avviato il dibattito proponendo di istituire un tavolo di lavoro sui temi emersi. Tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza di un rapporto diretto e personale tra medico e paziente, centrale nelle aree interne.
Euro Puletti, dell’Università degli uomini originari di Costacciaro, ha ricordato un’esperienza storica di sanità territoriale, facendo riferimento a un ospedale e a un medico che, sin dal Medioevo, si prendevano cura degli abitanti del Castello e dei pellegrini. Questo modello, sostenuto dalla comunità, potrebbe fungere da ispirazione per il futuro.
Un altro punto discusso è stata la capacità delle comunità locali di rispondere alle problematiche sanitarie, mettendo in rete le risorse collettive disponibili. La volontà di collaborare per migliorare il Piano socio-sanitario regionale è stata ribadita da Manzotti: “L’incontro è stato l’inizio di una collaborazione volta a migliorare, in sede di contrattazione, il Piano socio-sanitario regionale in corso di redazione”.
A completare la giornata, è stata organizzata una tavola rotonda, moderata da Stefano Mosca e dalla Loredana Minelli, con l’intervento di medici e esperti locali. Hanno partecipato alla discussioneStefano Ambrogi (medico generale), Fabio Ermili (bioeticista e chirurgo), Bruno Lepri (fisiatra), Stefano Lucentini (pediatra) e Cinzia Venturi (responsabile del servizio infermieristico del distretto).
Il seminario ha rappresentato un’importante occasione di confronto per delineare un futuro più inclusivo e sostenibile per la sanità nelle aree interne dell’Umbria, proponendo soluzioni concrete per migliorare la qualità dei servizi e l’accesso alle cure nelle zone montane della regione.