Usl Umbria 1, sindacati su appalto pulizie: “Nuova gestione in ritardo, chi decide?”

I sindacati denunciano il ritardo nell’informazione e nelle procedure di passaggio dell’appalto, mettendo a rischio la serenità dei lavoratori durante il periodo natalizio.

Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Nidil Cgil, Fisascat Cisl, Felsa Cisl, Uiltrasporti e Uiltemp Uil hanno pubblicamente contestato la gestione dell’appalto dei servizi di pulizia da parte dell’Asl Umbria 1, accusando l’ente di “totale disinteresse” nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. I sindacati, infatti, seguono la vicenda da mesi e denunciano i ritardi e la mancata comunicazione da parte dell’ente.

Il cambio di gestione e i disagi per i lavoratori

Nel maggio 2025, una nuova società si è aggiudicata l’appalto del servizio di pulizie per l’Asl Umbria 1. Tuttavia, nonostante l’impegno iniziale della ASL a “sbrigare in modo celere le necessarie procedure interne”, i sindacati non sono stati tempestivamente informati. “Abbiamo formalmente richiesto un incontro alle direzioni dell’Asl Umbria 1 e dell’Azienda ospedaliera di Perugia”, affermano i sindacati, ma la comunicazione ufficiale del cambio di gestione è arrivata solo il 2 dicembre, con decorrenza fissata per il 16 dicembre, un periodo ritenuto “troppo ristretto” per organizzare il passaggio.

Le difficoltà dei lavoratori e la gestione dei tempi

I sindacati sottolineano che “ogni ritardo nel subentro” dei servizi ricade direttamente sulla vita delle persone coinvolte, che non possono essere trattate come “variabili accessorie”. Inoltre, il passaggio di appalto avviene durante il periodo natalizio, che per i lavoratori del settore, che garantiscono servizi essenziali per il funzionamento degli ospedali, “rischia di trasformarsi nell’ennesimo periodo di ansia, incertezza e precarietà”.

Un trattamento inadeguato per il personale di appalto e somministrato

Le organizzazioni sindacali denunciano anche il trattamento riservato ai lavoratori in appalto e somministrati, che sono di fatto trattati come “personale di serie B”. In particolare, i lavoratori somministrati non godono delle tutele previste dalla clausola sociale. I sindacati chiedono con forza una gestione degli appalti che rispetti i lavoratori, garantendo “rispetto, tempi certi, procedure trasparenti e tutele piene”.

La richiesta di responsabilità sociale da parte delle stazioni appaltanti

“Non siamo disposti a tollerare questa indifferenza verso la vita e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto”, ribadiscono i sindacati, chiedendo alle stazioni appaltanti pubbliche di “assumersi finalmente la responsabilità sociale” e di trattare i lavoratori con il giusto rispetto. Secondo loro, dietro ogni appalto non ci sono solo numeri, ma persone che meritano “attenzione e dignità”.

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