Nodino di Perugia: “Raddoppio delle rampe insufficiente per traffico e ambiente”

Giuliano Bicchieraro, segretario regionale della Cisl, esprime preoccupazione per il raddoppio delle rampe E45: «L’intervento rischia di aggravare i problemi invece di risolverli»

La CISL Umbria ha espresso forte preoccupazione riguardo al progetto Anas che il governo comunale di Perugia si appresta ad approvare. Il sindacato ha preso atto che il progetto originario viene messo da parte in favore di una soluzione che, pur presentata come innovativa, consiste principalmente nel raddoppio delle rampe d’accesso alla E45 in direzione Perugia. Tuttavia, la CISL Umbria ritiene che queste modifiche non siano sufficienti a risolvere i problemi reali della viabilità nella zona.

Giuliano Bicchieraro, segretario regionale della CISL Umbria, ha dichiarato: «Le decine di migliaia di veicoli che ogni giorno attraversano l’area continueranno a concentrarsi sullo svincolo di Ponte San Giovanni, e queste nuove rampe rischiano solo di spostare l’ingorgo più avanti, in prossimità del tratto sopraelevato e della galleria Volumni, che tra l’altro non ha corsie di emergenza adeguate». Secondo Bicchieraro, ogni problema tecnico o incidente avrà quindi un impatto amplificato, «e l’ingorgo rimarrà sostanzialmente invariato, se non peggiorato».

Inoltre, il sindacato ritiene che la confluenza delle cinque corsie delle nuove rampe nelle due corsie del raccordo Perugia-Bettolle crei un vero e proprio imbuto, che non potrà garantire la fluidità del traffico. «L’intervento rischia di complicare ulteriormente la situazione», ha aggiunto Bicchieraro.

Sul piano ambientale e sanitario, la CISL Umbria esprime preoccupazione per la mancanza di soluzioni in grado di ridurre l’inquinamento atmosferico. «La concentrazione di veicoli nell’area non verrà ridotta, anzi potrebbe aumentare, con il risultato di mantenere, se non peggiorare, i livelli di inquinamento già alti. Questo avrà inevitabili ricadute sulla salute dei cittadini di Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano», ha spiegato il segretario regionale.

La CISL Umbria, che si era già espressa sulla strategicità del progetto, è anche preoccupata per la complessità del progetto e il lungo periodo di cantierizzazione previsto, con 11 fasi di lavoro distribuite su 730 giorni. «Le riduzioni delle corsie e i disagi prolungati causeranno inevitabili blocchi sia sulla E45 che sulle strade urbane, paralizzando interi quartieri senza garantire che l’opera risolva davvero i problemi del traffico», ha sottolineato Bicchieraro.

Alla luce di queste considerazioni, la CISL Umbria ha chiesto agli enti competenti di avviare un percorso di valutazione complessiva che vada oltre gli aspetti ingegneristici e tenga conto della sostenibilità ambientale e del benessere dei cittadini. «Se queste opere non riducono il traffico né l’inquinamento, ma rischiano di peggiorarli, è necessario avviare una riflessione seria e partecipata per trovare soluzioni alternative», ha dichiarato Bicchieraro.

Secondo il sindacato, un intervento radicale è necessario per affrontare la questione della viabilità, partendo dal presupposto che le arterie principali, E45 e raccordo Perugia-Bettolle, non sono più sufficienti per garantire la fluidità del traffico. «La soluzione potrebbe risiedere nella separazione del traffico intercomunale da quello interregionale», ha concluso il segretario CISL.

La CISL Umbria ha confermato la propria disponibilità a un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale e gli enti coinvolti, per definire soluzioni sostenibili e condivise per il futuro della città e del territorio. «La salute dei cittadini, la sicurezza stradale e l’uso responsabile delle risorse pubbliche devono restare le priorità», ha affermato Bicchieraro.

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