Fusione Coop, la Regione Umbria convoca vertice urgente: a rischio 520 posti

Allarme occupazione dopo la fusione Unicoop Tirreno-Coop Centro Italia: 180 esuberi nelle sedi e 24 punti vendita da dismettere. Doppio incontro il 9 e 12 dicembre per difendere i lavoratori umbri.

La Regione Umbria ha convocato due incontri urgenti per lunedì 9 e giovedì 12 dicembre dopo le preoccupanti notizie emerse dal piano industriale della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. A rischio complessivamente oltre 520 posti di lavoro tra esuberi nelle sedi di Vignale e Castiglione del Lago (180 unità) e personale impiegato nei 24 punti vendita destinati alla dismissione (circa 340 dipendenti). Le ipotesi di riduzione del personale e cessione a terzi dei negozi contrastano con gli impegni assunti dall’azienda nel verbale sindacale del 26 febbraio 2025.

Gli impegni disattesi della cooperativa

Il processo di fusione per incorporazione era stato avviato, secondo quanto riportato nell’accordo con le organizzazioni sindacali del 26 febbraio 2025, con la “volontà di rafforzare la presenza della cooperazione tra consumatori in Italia centrale” e per reagire a una crisi incipiente. L’azienda aveva garantito espressamente di “non procedere, in ogni caso a risoluzioni traumatiche dell’occupazione, ovvero a risoluzioni unilaterali del rapporto di lavoro per ragioni connesse o derivanti dal processo di fusione”.

Nei mesi precedenti la cooperativa aveva fornito ampie rassicurazioni all’Assemblea Regionale umbra, escludendo procedure di licenziamento e prospettando unicamente uscite volontarie incentivate o percorsi di accompagnamento alla pensione per un numero limitato di dipendenti. Il modello riorganizzativo presentato inizialmente prevedeva fusioni e accorpamento di negozi con ricollocazione del personale in un unico punto vendita, senza riferimenti a vendite o trasferimento ad altra proprietà.

Il piano industriale che cambia scenario

La situazione è mutata radicalmente con l’avvio del confronto sul Piano Industriale del nuovo soggetto cooperativo al tavolo nazionale con i sindacati, iniziato pochi giorni fa. I comunicati successivi agli incontri hanno rivelato uno scenario significativamente diverso dalle premesse iniziali.

Le ipotesi sul tavolo riguardano una riduzione di 180 unità di personale nelle due sedi amministrative di Vignale e Castiglione del Lago, l’eventuale dismissione di 24 punti vendita dei quali 14 nel perugino che impiegano complessivamente circa 340 dipendenti, e possibili cessioni a soggetti terzi ancora da individuare sul mercato.

Questi elementi destano “enorme incertezza e preoccupazione nella comunità dei lavoratori e in quella delle rappresentanze istituzionali”, come evidenziato nel comunicato regionale, configurando un evidente scostamento rispetto agli impegni assunti a febbraio.

La reazione della Giunta regionale

La Presidenza della Regione Umbria ha reagito immediatamente convocando un primo confronto con i sindacati per lunedì 9 dicembre, finalizzato ad analizzare nel dettaglio le questioni sottoposte dall’azienda sul tavolo nazionale. Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 12 dicembre mattina, questa volta con la partecipazione congiunta di azienda e organizzazioni sindacali.

L’obiettivo dichiarato dalla Giunta Regionale è duplice: difendere i livelli occupazionali attuali in intesa con le organizzazioni sindacali e tutelare la presenza sul territorio di una rete di distribuzione alimentare e partecipazione dei consumatori-soci considerata fondamentale per la regione.

Il confronto dei prossimi giorni dovrà chiarire le ripercussioni occupazionali e di sviluppo della nuova compagine cooperativa interregionale, verificando se gli impegni sottoscritti a febbraio troveranno effettiva attuazione nel piano industriale definitivo o se la fusione comporterà un significativo ridimensionamento della presenza cooperativa sul territorio umbro.

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