«Me ne vado, porto con me mamma, così ti faccio un dispetto». Questo è il contenuto di uno dei messaggi inviati da Antonio Iacobellis, ex sottufficiale dell’Aeronautica, ad Andrea, figlio di Stefania Terrosi, la donna uccisa a Pò Bandino, frazione di Città della Pieve, poco prima che si consumasse l’omicidio-suicidio che ha scosso l’Umbria.
A raccontarlo è stato lo stesso Andrea, 35 anni, in una testimonianza rilasciata al Messaggero. L’uomo ha ricostruito i drammatici momenti della mattinata di sabato 25 novembre, quando ha ricevuto sul cellulare tre messaggi consecutivi da Iacobellis. «In uno mi ha scritto ‘me ne vado e porto con me mamma’. Erano le 11.15», ha spiegato. Purtroppo, in quel momento si trovava in garage, dove il telefono non aveva campo, e ha visto i messaggi soltanto più tardi, una volta rientrato in casa, quando la sua compagna, terrorizzata, gli ha mostrato quanto appena ricevuto.
Andrea ha spiegato che i messaggi non sono stati inviati solo a lui, ma anche alla sua compagna, alla figlia di Iacobellis, ad alcuni parenti residenti a Bari, e a un amico dell’uomo. Immediatamente dopo averli letti, si è precipitato a casa della madre, dove ha trovato già presenti i carabinieri, allertati probabilmente da uno degli altri destinatari. «Ho dato loro le chiavi per entrare. No, io lì dentro non ci ho messo piede», ha detto al quotidiano.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Iacobellis avrebbe agito in un contesto di forte risentimento e tensione personale. Andrea ha confermato che, negli ultimi mesi, tra lui e l’ex sottufficiale non c’erano più rapporti. «Semplicemente avevamo una visione diversa della vita», ha dichiarato. Un distacco confermato anche da un episodio specifico raccontato dalla madre, una discussione avvenuta il 18 novembre, durante la quale Stefania Terrosi aveva chiesto a Iacobellis di prendersi una pausa, di allontanarsi temporaneamente. Nonostante questo, l’uomo aveva continuato a restare nella casa.
L’intera vicenda ha colpito profondamente la comunità di Città della Pieve, dove Stefania era conosciuta e stimata. Il gesto estremo di Iacobellis è stato definito dagli inquirenti come premeditato, anche alla luce dei messaggi inviati, e delle modalità dell’omicidio. Il caso resta al vaglio della Procura, ma il contesto sembra delinearsi sempre più chiaramente: un’escalation di tensioni personali, culminate in una decisione tragica e irreversibile.
Nel frattempo, Andrea, sconvolto, cerca di fare chiarezza e rendere giustizia alla madre: «Non aveva alcuna colpa. Ha solo cercato di allontanare da sé una relazione ormai logorata».