Coni Umbria, Forcignanò si dimette da presidente: “Non c’è più fiducia in me”

Il Comitato regionale del Coni Umbria potrebbe essere commissariato in attesa di nuove elezioni

Con una lunga e accorata lettera inviata a tutti i consiglieri e membri della Giunta regionale, il Presidente del Coni Umbria Aurelio Forcignanò ha ufficialmente rimesso il suo mandato nelle mani del presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio, segnando la fine di un’era per il comitato regionale umbro. Questo gesto, che arriva dopo un periodo di crescente tensione, rappresenta l’ultimo atto di un vero e proprio terremoto che ha scosso il mondo dello sport in Umbria.

Forcignanò, eletto  Presidente del Coni Umbria lo scorso aprile con un ampio consenso dopo 12 anni di vicepresidenza con Ignozza al timone, Coni ha vissuto un rapido e drammatico mutamento della sua posizione. Il 14 novembre, infatti, è stato sfiduciato dalla sua giunta, che ha deciso di sospendere i lavori della seduta, un episodio senza precedenti nella storia recente del Coni regionale.

Le ragioni della sfiducia sono state legate principalmente a scelte unilaterali e non condivise da parte di Forcignanò, che avrebbe agito senza un adeguato coinvolgimento dei membri della giunta. Inoltre, il suo ruolo di consigliere della società Fortebraccio Asd di Perugia, per il quale ha ricevuto la nomina a maggio 2024 per poi rassegnare le dimissioni il 30 ottobre, è stato ritenuto incompatibile con la carica di presidente del Coni Umbria, suscitando ulteriori polemiche.

In seguito alla sfiducia, la situazione del Coni Umbria è destinata a evolversi verso il commissariamento del comitato regionale, in attesa che i vertici nazionali del Coni decidano come procedere, con il concreto rischio di nuove elezioni per nominare un nuovo presidente e riorganizzare la struttura regionale.

“C’è una profonda tristezza e amarezza per quello che è accaduto- dice Forcignanò alla TGR-  per questo ho deciso di restituire al comitato del Coni umbro la piena operatività. Al di là delle censure sulla mia presunta incompatibilità, che è esconda,ria, è mancata la fiducia nei miei confronti. Credo che i problemi si sarebbero potuti affrontare, in maniera costruttiva. E se ci fosse stato un problema, si sarebbe potuto risolvere. Sarà il tempo a far capire cosa è accaduto: lascio a chi ha voluto creare questa condizione, la responsabilità di risolverla

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