Violenza sulle donne, crescita anche in Umbria: fra Perugia e Spoleto quasi 900 segnalazioni in un anno

Nel distretto umbro aumentano i reati da “Codice Rosso”: oltre 1300 procedimenti in un anno, due femminicidi e una rete istituzionale sempre più attiva

Alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra domani 25 novembre, la Procura Generale di Perugia fa il punto sulle azioni messe in campo per contrastare i reati legati alla violenza domestica e di genere, inquadrati nel cosiddetto “Codice Rosso”. Un fenomeno in costante crescita, che nel solo territorio umbro ha fatto registrare il primo femminicidio dell’anno a livello nazionale. Il procuratore generale Sergio Sottani ha ribadito che, nonostante gli sforzi operativi e giudiziari, la violenza contro le donne resta “una ferita aperta nel tessuto sociale”.

Negli ultimi dodici mesi, da luglio 2024 a giugno 2025, sono stati iscritti 516 procedimenti per violenza di genere solo alla Procura di Perugia, con 109 misure cautelari richieste, principalmente allontanamenti e divieti di avvicinamento. In caso di violazione, si è fatto ricorso anche alla custodia cautelare. Il sistema giudiziario ha intensificato l’uso dell’incidente probatorio, utile per velocizzare le indagini e proteggere le vittime. Due i casi più gravi registrati: due femminicidi seguiti dal suicidio dell’aggressore, entrambi avvenuti in contesti familiari non precedentemente segnalati.

Anche nelle altre procure umbre il trend è preoccupante. A Terni, tra il 30 luglio e il 6 agosto 2025, sono stati iscritti 459 procedimenti, quasi il doppio rispetto agli anni precedenti, con 149 richieste di misure cautelari. A Spoleto, si contano 331 procedimenti da Codice Rosso, con 40 casi di violenza sessuale e 86 episodi di atti persecutori, cui sono seguite 42 misure cautelari. L’ufficio giudiziario ha ampliato l’organico con un terzo magistrato dedicato.

Il fenomeno preoccupa anche tra i minori: secondo i dati della Procura per i Minorenni, la violenza si manifesta sempre più spesso nelle relazioni affettive adolescenziali, anche in forma psicologica e digitale. Sono stati iscritti 54 procedimenti ex art. 362-bis c.p.p. e 42 ex art. 362, comma 1-ter, con ascolti tempestivi delle vittime. Il problema, qui, è anche culturale: si lavora sull’educazione emotiva e digitale per prevenire comportamenti violenti già tra i giovani.

L’azione forte delle Procure

Per affrontare l’emergenza, sono stati attivati nuovi strumenti di monitoraggio e coordinamento. Come dichiarato da Sottani, è in funzione un sistema di vigilanza sui processi che individua ritardi, dinamiche e buone pratiche senza interferire con l’autonomia dei singoli uffici. Un modello che ha dimostrato di orientare interventi efficaci e rafforzare le azioni giudiziari

Fondamentale anche il rafforzamento delle sinergie tra istituzioni. A questo scopo, negli ultimi anni sono stati firmati diversi protocolli operativi interistituzionali: il Protocollo unico regionale del 2021, il Protocollo del 9 febbraio 2023 tra la Procura Generale e le Procure dei tribunali umbri, e il Protocollo con la Prefettura, la Corte d’Appello, il Comune di Perugia e altri enti, siglato il 27 novembre 2023, per la costituzione della rete territoriale antiviolenza.

Un ulteriore passo avanti è stato compiuto con la firma del Protocollo “Libere di essere – Barbara Corvi”, datato 26 novembre 2023, che coinvolge Procure, Regione Umbria, Prefetture, Osservatorio antimafia e Centri Pari Opportunità. L’accordo mira a offrire sostegno concreto alle donne coinvolte in contesti di criminalità organizzata, senza obbligarle a diventare testimoni o collaboratrici di giustizia.

Oltre alla repressione penale, la formazione è al centro della strategia di contrasto. La Scuola Superiore della Magistratura ha avviato laboratori formativi specifici per i magistrati del Distretto umbro. Dal punto di vista culturale, è attivo dal 2018 un Osservatorio sul linguaggio dei provvedimenti giudiziari, volto a promuovere un linguaggio rispettoso, privo di stereotipi e sessismo, capace di garantire dignità alle vittime in ogni fase del processo.

Infine, negli uffici giudiziari del Distretto sono operativi gruppi di lavoro specializzati per la gestione dei reati da Codice Rosso, con un turno urgenze dedicato presso la Procura di Perugia. Questo sistema, affiancato da tavole rotonde e momenti di confronto tra istituzioni – come quella tenutasi a Spoleto lo scorso maggio – consente di rispondere con tempestività e precisione.

Il 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, assume dunque nel contesto umbro un significato ancora più forte, alla luce dei dati, dei protocolli sottoscritti e della crescente volontà istituzionale di costruire un sistema integrato di prevenzione, protezione e giustizia, fondato su formazione, cultura e cooperazione operativa.

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